L’argilla per stimolare la sfera sensoriale e percettiva

Grazie all’ospitalità del Museo Laboratorio L’Ocarina della Famiglia Fecchio di Grillara (Rovigo) gli utenti dei Centri Sollievo gestiti da Officine Sociali hanno avviato l’attività di Arte-Terapia con il “Laboratorio di Argilla”.

GRILLARA DI ARIANO NEL POLESINE (Rovigo) – Nella mattinata di venerdì  i partecipanti ai Centri Sollievo Alzheimer che Officine Sociali gestisce ad Ariano nel Polesine, Rosolina e Taglio di Po insieme ai volontari dell’associazione accompagnati dalla Psicologa Coordinatrice Eleonora Contiero e la Presidente Marinella Mantovani hanno partecipato al “Laboratorio di Argilla” nel Museo Laboratorio L’Ocarina.

Ad accoglierli sono stati Benvenuto Fecchio con la moglie Giuseppina Pennoni che hanno aperto le porte del proprio studio a Grillara, nel cuore del Delta del Po, guidando passo a passo i presenti nella creazione di un quadretto natalizio che sarà pitturato nei prossimi giorni.

“Secondo molti studi recenti nei pazienti di malattie neurodegenerative come l’Alzheimer l’arte-terapia ha manifestato benefici inaspettati – spiega Mantovani -. La manipolazione, infatti, stimola la sfera sensoriale e percettiva, come la vista e il tatto, oltre all’area motoria che vede stimolata la coordinazione e il controllo degli strumenti. Infine, da non sottovalutare la sfera della personalità e della socializzazione che grazie all’attività di gruppo viene mantenuta viva”.

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Nel corso della mattinata utenti e volontari si sono quindi sporcati le mani con l’argilla per creare un quadretto realizzato con l’argilla proveniente dal Po. 

“Non ci stancheremo mai di ripetere quanto le mani siano fondamentali soprattutto nelle fasi iniziali della malattia – sottolinea la Presidente di Officine sociali -. Attraverso il tatto e la manipolazione si sollecitano le aree encefaliche collegate agli istinti e ai sensi, con ricadute positive anche sulla sfera cognitiva e relazionale. L’argilla, tra l’altro, è il materiale perfetto per stimolare i muscoli delle mani e delle braccia migliorandone la funzionalità e mantenersi in movimento fisico e mentale”.

Una giornata arricchita da racconti di vita contadina e dalla musica delle ocarine eseguita dalla famiglia Fecchio. “L’arte, la musica, le attività manipolative, lo stare insieme sono tutte cose che fanno bene – conclude Mantovani -. Le mani sono il prolungamento della mente, sono uno strumento per comunicare e sentire, permettono di lasciare la propria impronta e al contempo di provare emozioni. La soddisfazione vista sul volto man mano che l’opera prendeva forma è qualcosa di impagabile: il sentirsi ancora capaci di fare qualcosa di bello è una spinta ulteriore al benessere dei pazienti Alzheimer”. 

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