Lavoro per tutti ma sicuro e tutelato

Bianchini esprime una “doverosa” indignazione lamentando che i controlli scattano quasi sempre dopo che le tragedie e fa proprie le parole del Presidente Sergio Mattarella

TRECENTA (Rovigo) – Troppe tragiche morti sul lavoro stanno riproponendo in tutta Italia l’emergenza sicurezza sul lavoro. Ne parla, a pochi giorni dalla festa dei lavoratori, Gilberto Bianchini ex capogruppo di minoranza e sindacalista che dice: “Dobbiamo riscontrare che ogni anno le vittime sul lavoro sono oltre mille, quasi una strage quotidiana che il più delle volte si consuma nel silenzio o quasi. Siamo di fronte praticamente ad una interminabile scia di sangue che poco o tanto investe ogni regione d’Italia”.

Bianchini esprime una “doverosa” indignazione lamentando che i controlli scattano quasi sempre dopo che le tragedie e fa proprie le parole del Presidente Sergio Mattarella, che già diverso tempo fa ha affermato che “morire in fabbrica, nei campi, è uno scandalo inaccettabile per un Paese civile, un fardello insopportabile per le nostre coscienze”, aggiungendo anche che la sicurezza non è un costo ma un dovere.

Secondo Bianchini per primo dovrebbe essere il Governo a prendere in mano il problema della sicurezza sul lavoro mentre, invece, le assunzioni di ben duemila ispettori già previste dal governo Draghi. Anche la riforma del Codice degli appalti voluta da Salvini ha dato vita ad una catena di subappalti a cascata che alimenta la logica del massimo ribasso e diluisce le norme di sicurezza, complicando i controlli. Servono allora norme per cui chi vince l’appalto deve essere responsabile di tutta la filiera dei lavori, a cominciare dalla sicurezza.

“Per affrontare seriamente queste problematiche sul lavoro, – conclude Bianchini – occorre che le Istituzioni, le Associazioni di Categoria, gli Imprenditori e le Associazioni Sindacali stringano fra loro un vero e proprio “Patto Sociale” promuovendo il principio che la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro non sono un costo, ma un investimento, oltre che un dovere morale”.

U.M.B.

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