L’ex sindaco Spadon a Girotto che annuncia il terzo mandato

Non sono bastati 10 anni di amministrazione per ricandidarsi senza dover ricordare l'operato di chi l'ha preceduto. Per l'ex primo cittadino è mancato per un decennio la capacità di confronto

GAVELLO (Rovigo) – “Concentrare sempre ogni riflessione sul “contro” qualcuno anziché sul proprio progetto è un ulteriore indicatore dell’insicurezza e della decadenza amministrativa che ha contraddistinto i dieci anni di amministrazione della lista di maggioranza”, tuona pesante l’ex sindaco di Gavello Ampelio Spadon che, ancora una volta, con gli altri amministratori del quinquennio 2009/2014, è stato attaccato in riferimento alla presunta eredità di arretratezza e contenziosi lasciata al termine del proprio mandato amministrativo (LEGGI ARTICOLO).

“E’ sintomatico che un sindaco, dopo dieci anni, continui a fare confronti con l’amministrazione precedente e forse questo succede perché questi cerca in tutti i modi di dimostrare di essere stato all’altezza di qualcun altro che l’ha preceduto” continua deciso Spadon.

“Che siano stati questi amministratori a cambiare “la faccia” del comune può essere anche condivisibile dato che tutta la “loro” gestione è stata all’insegna dell’apparenza. Prima di tutto e sempre in questi dieci anni è stato realizzato ciò che era visibile all’esterno ma, a fronte di una bella facciata, sono stati glissati i veri problemi che attanagliano l’ente e il paese. Non sono così certo, poi, che molti concittadini abbiano chiesto al sindaco-vicesindaco di rimettersi in gioco perché molti di loro, i cittadini, con questi amministratori, non sono mai riusciti a parlare e ad esporre i loro problemi data l’abitudine dell’uno di non farsi mai trovare e del secondo di attaccare verbalmente anche sui social. In effetti la capacità di confrontarsi è qualità più assente che rara per il sindaco e il vice sindaco che in tutti i consigli comunali non hanno saputo approfondire alcuna problematica posta zittendo la minoranza con un laconico “mi informerò presso gli uffici”.

Ah già… gli uffici comunali: tasto dolentissimo per il comune di Gavello. I pensionamenti non sono mai stati reintegrati e si è continuato a tamponare la situazione con incarichi su incarichi anche a personale di altri enti che ovviamente ha dedicato a questo comune quanto gli è stato possibile. Questo ha creato disservizi e mancate risposte ai problemi dei cittadini altroché la chiusura degli uffici per tre giorni alla settimana che il sindaco dice di aver trovato sul suo tavolo nel 2014, chiusura peraltro resasi necessaria e quindi operata non certo per creare danni ai cittadini.

Per quanto riguarda le tre cause, che il comune aveva dovuto intraprendere obbligatoriamente per rispetto delle norme e delle leggi, le stesse si sono chiuse per naturale scadenza dei termini e non certo per “merito” di decisioni di questa amministrazione. Non serve tediare nuovamente i cittadini riprendendo ciò che era stato spiegato loro nel 2013, ben 11 anni fa, quando di nuovo questi argomenti erano stati tirati fuori non avendo altro a cui aggrapparsi.

In realtà su quel tavolo questi cari amministratori hanno trovato km e km di asfaltature di strade, una comunità alloggio per disabili del valore di quasi un milione di euro, realizzata dal comune con una spesa di 50 mila euro e che ha anche creato diversi posti di lavoro, le strutture per il turismo fluviale installate presso l’ex campo sportivo di Gavello-Lama Polesine: un luogo di aggregazione e di svago che attira molti cittadini e ultimo non per minore importanza il completamento dell’impianto a pannelli fotovoltaici.

Il tanto sbandierato “efficientamento energetico” ha impiegato cinque anni per decollare giusto il tempo di sistemare un pannello solare danneggiato sull’impianto fotovoltaico fortemente voluto e realizzato dalla precedente amministrazione, particolare assolutamente non menzionato quando è stato il tempo di vantarsi dei premi ricevuti. Comunque diamo atto a questa amministrazione che l’enorme quantità di fondi che sono stati assegnati ai comuni in questi cinque anni ha permesso di intervenire con alcuni progetti e di questo ne siamo tutti contenti, ma non è solo facendo tagliare l’erba delle strade tre volte l’anno che si amministra e neanche illuminando a giorno alcune vie.

Occorrono prospettive di miglioramento e sviluppo a lungo termine dei servizi per la comunità, progetti di aiuto ai cittadini quando per varie motivazioni e circostanze si trovano in difficoltà, gestione onesta e inattaccabile dei beni comunali, giustizia nella riscossione dei tributi e nel contrasto all’evasione. Hanno ragione i cittadini a chiedere proposte per il futuro anziché sterili polemiche, invito pertanto gli amministratori uscenti e smetterla di tirar fuori sempre le stesse amenità, a porsi qualche domanda sul proprio operato e a darsi qualche risposta onesta”.

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