Lodi: “una prova di carattere e solidità mentale”

Nonostante alcune defezioni per l’influenza, e in 13 contro 15 nei minuti finali, il Rovigo respinge l’attacco finale del Petrarca. I commenti dagli spogliatoi dei protagonisti 

ROVIGO – Un derby che i tifosi rossoblù ricorderanno a lungo, ma anche i sostenitori tuttineri. Una bella partita, avvincente, sembrava una finale anticipata. Un derby che ha dato lustro al campionato italiano, gioco spregiudicato al largo, una battaglia davanti. Ha vinto il Rovigo, se il Petrarca alla fine avesse pareggiato il conto nessuno avrebbe urlato allo scandalo. Hanno vinto i Bersaglieri perchè sono stati più feroci nei momenti decisivi, in partite come questa contano i dettagli. Una touche rubata a volte può fare la differenza, un tenuto di troppo può condizionare un avanzamento di 50 metri, il Rovigo c’è, e anche senza alcuni big tra cui Sarto, Bazan Velez e Swanepoel, ha dimostrato di avere gli attributi.

LEGGI LA CRONACA DI FEMICZ ROVIGO – PETRARCA PADOVA 34-27

Andrea Marcato, tecnico campione d’Italia del Petrarca Padova, dopo una doccia ristoratrice analizza il 175esimo confronto tra rossoblù e tuttineri “Dispiace per come è finita, noi dovevamo essere più tranquilli, il Rovigo in 15 contro 13 ha segnato, noi no. Penso sia stata una bella partita, onestamente la cornice di pubblico è stata bellissima, sapevo, ma non credevo con questa affluenza. Bello vedere anche tanti bimbi, magari fosse tutte le settimane così”.

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Preparare le partite è un conto, giocarle è un’altra cosa “Siamo partiti bene, sapevamo che Tuva era da tenere d’occhio, ma oggi ha fatto la differenza. Noi siamo stati bravi, sotto 20-3 siamo tornati in vantaggio, ovviamente i due cartellini gialli ci hanno condizionato. Noi abbiamo fatto un errore grave sulla meta di Stavile, su un calcio di seconda dovevamo tenere l’ovale, poi nell’ultima azione non siamo stati tranquilli. Peccato, avevamo messo alle corde il Rovigo, Ferro e Stavile erano fuori per un giallo, abbiamo fatto la cosa peggiore  in una situazione simile, ovvero tirare fuori l’ovale e rischiare. Subire il bonus mi dà un fastidio atroce, ma non possiamo solo difendere, se questa squadra vuole fare un passo in più deve anche attaccare. Bene la disciplina, però abbiamo portato a casa poco, quando si perdono partite così tante penalità a favore, bisogna fare i complimenti al Rovigo. Giocare qui è un’altra partita, Rovigo è una gran squadra, quando gioca qui ancora di più. Anche alla finale di Parma c’era tanto pubblico rodigino, ma al Battaglini è diverso. Sapevamo che l’ambiente dà una energia particolare”.

In chiave playoff cinque in lotta per quattro posti, il Petrarca ha 52 punti, Rovigo ad una lunghezza, Valorugby 48 e Fiamme Oro 46, il Colorno a 45 è ancora in piena corsa, fuori dai giochi il Calvisano a 45.

“E’ dura per tutti, siamo tutti attaccati, ci sono anche degli scontri diretti, noi dobbiamo andare a Calvisano, e l’ultima abbiamo le Fiamme Oro, saranno 4 partite per tutti intense”

18 falli fischiati al Rovigo, 8 al Petrarca, ma coach Lodi puntualizza “Li voglio rivedere”.

“Oggi i ragazzi hanno fatto una partita strepitosa – commenta Ale Lodi head coach dei Bersaglieri – guardando le statistiche a maggior ragione. Abbiamo segnato 5 mete al Petrarca, non so da quanto tempo non ne prendevano così tante, forse qualche anno. Gli avanti hanno fatto un gran lavoro, i tre-quarti hanno concluso quello che avevamo preparato in maniera eccellente, una prova di carattere e solidità mentale, perchè siamo andati su, ci hanno ripreso, ci hanno superato, poi abbiamo recuperato, abbiamo dimostrato che l’episodio di domenica scorsa a Calvisano non era casuale. La nostra è una squadra che è in campo fino alla fine, anche loro hanno giocato tutto. Sono contento per tutti, lo staff non sono solo io, una iniezione di fiducia. Abbiamo ancora una partita importante a Reggio Emilia, vediamo di recuperare energie”.  

All’esterno degli spogliatoi Ferro e Ferrario sono provati, una partita durissima sotto l’aspetto fisico, ancor di più con l’influenza.

Matteo Ferro e Facundo Ferrario

“Grande prestazione di tutti – commenta capitan Matteo Ferro – nella difficoltà, giocando da squadra, tutti uniti, possiamo fare grandi cose, alla fine lo abbiamo dimostrato, in 13 contro 15 abbiamo resistito fino all’ultimo, quelli che sono rimasti hanno dato tutto per sopperire ai due cartellini gialli subiti (Ferro fallo professionale e Satavile, ndr). Una grande prova d’orgoglio”.

Una febbre da derby “Come lo scorso anno più o meno, siamo 6 o 7 con l’influenza o la bronchite, è stata una settimana un po’ travagliata, l’importante è la vittoria e soprattutto la prestazione. Adesso pensiamo partita per partita, andiamo a Reggio a giocarcela. Quando giochiamo uniti nessuno ha dimostrato di poterci mettere i piedi in testa, siamo un bel problema per tutti, e vorremo esserlo anche in futuro con tutte le squadre che incontreremo. Adesso doccia e Tachipirina”.

Mete e spettacolo, la linea dei tre-quarti è in grande crescita, coach Lodi si è preso anche la responsabilità di scelte coraggiose (fuori il Sindaco Bacchetti e dentro Ciofani) “Ci siamo allenati in settimana provando a muovere di più il pallone – spiega Facundo Ferrario c’erano degli spazi, e quello che abbiamo provato si è visto in campo”.

Giorgio Achilli

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