Lorenzoni a Zaia: I medici a gettone garantiscono il paziente?

Con una interrogazione a risposta immediata il portavoce dell’opposizione in consiglio regionale del Veneto chiede garanzie sulla qualità del servizio assicurato dai medici su chiamata, visto il costo abnorme del servizio

VENEZIA – Arturo Lorenzoni ha presentato un’interrogazione al presidente Luca Zaia e all’assessore veneto Manuela Lanzarin per chiedere conto dell’operato dei medici a gettone.

Il portavoce dell’opposizione in consiglio regionale riprende, e condivide, l’allarme lanciato dall’Anaao Assomed, il sindacato di medici e dirigenti secondo il quale non vi sarebbe alcuna verifica rispetto alle loro attività, mentre le relative spese sono ormai fuori controllo.

Arturo Lorenzoni

“Mi sono già fatto voce dei medici del sistema pubblico – afferma Lorenzoni – chiedendo all’amministrazione regionale di affrontare l’emergenza e, nel contempo, di tutelare il diritto alle cure dei cittadini. Serve una risposta immediata e circostanziata”.

Nell’interrogazione presentata, Lorenzoni cita l’inchiesta a cura di Dataroom di Milena Gabanelli “nel Veneto della sanità d’eccellenza” secondo cui oggi mancano 124 medici nei pronto soccorso, 75 anestesisti, 28 ginecologi e 20 pediatri. Da qui l’esternalizzazione a delle cooperative, nel 2022, di 42.061 turni appaltati tra accettazione e pronto soccorso, servizio anestesiologico nelle sale operatorie e terapie intensive, pediatria, ostetricia e ginecologia. Un dato, peraltro, di gran lunga superiore agli ultimi numeri diramati dall’amministrazione regionale secondo cui sarebbero “solo” 25mila i turni appaltati nel 2021.

“I cittadini hanno il diritto di essere messi al corrente sulle garanzie che la Regione ha assunto per controllare l’azione dei medici a gettone. Si tratta di personale esterno che, di fatto, è sempre più presente nei turni di servizio nei reparti delle strutture sanitarie regionali” afferma il consigliere regionale.

Tali esternalizzazioni “rappresentano un costo abnorme per la collettività. E, per di più, rischiano di comportare una diminuzione della qualità del servizio in quanto i medici a gettone sono sottoposti anche a turni di 12 ore consecutive. Solitamente di notte e principalmente nei fine settimana e durante i giorni festivi”.

In Veneto è nota una diffusa carenza di personale sanitario ed i concorsi di assunzione spesso non riescono ad acquisire il personale necessario. Di conseguenza, le Aziende ospedaliere sopperiscono ai buchi di organico appaltando a cooperative che a loro volta reclutano personale “a gettone” tra medici neolaureati, liberi professionisti e pensionati, ricorda Arturo Lorenzoni nell’interrogazione.

Stando al rapporto di Ires Veneto del maggio del 2022 – conclude Lorenzoni – nel medio periodo un quarto dei cittadini veneti non sarà più assistito dai medici di base. Quegli stessi cittadini che ora, giustamente, pretendono delle risposte chiare sul modello sanitario che la Regione, competente in materia, intende perseguire”.

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