Violento temporale nella notte tra vento, pioggia e chicchi di ghiaccio: centinaia di ettari danneggiati, raccolti compromessi e milioni di euro di perdite. Coldiretti chiede interventi urgenti per la gestione del rischio climatico.
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ROVIGO – Dopo il pesante episodio di maltempo del 2 giugno, una nuova ondata di fenomeni estremi si è abbattuta nella notte tra sabato 18 e domenica 19 luglio sul Polesine, colpendo duramente le campagne della provincia di Rovigo. Tra l’una e le due di notte, un violento temporale accompagnato da raffiche di vento, pioggia intensa e soprattutto grandine ha provocato ingenti danni alle coltivazioni e ad alcune strutture agricole.

L’intensità del fenomeno non è stata uniforme, ma il fronte temporalesco ha interessato un’area molto estesa. I tecnici di Coldiretti sono al lavoro fin dalle prime ore del mattino per raccogliere le segnalazioni e quantificare i danni.

Da una prima ricognizione risultano colpiti i territori di Badia Polesine, Lendinara, Lusia, Rovigo e dintorni, Crespino, Ceregnano, Polesella, Villanova Marchesana, Bosaro, Taglio di Po, Corbola e Ariano nel Polesine, un elenco destinato ad ampliarsi con il proseguire delle verifiche. In diverse aree si sono registrati anche prolungati blackout elettrici.


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La grandine ha colpito sia le colture estensive, come mais, sorgo, girasole e soia, sia gli ortaggi – tra cui lattughe e zucche – oltre ai frutteti di pere, mele e vigneti. Segnalati anche danni alle strutture aziendali, con coperture perforate dalla violenza dei chicchi di grandine e dal forte vento.

«Ancora una volta l’agricoltura paga un conto salato per gli eventi atmosferici – dichiara il presidente di Coldiretti Rovigo, Carlo Salvan –. Centinaia di ettari sono stati colpiti dalla grandine e dagli eccessi di pioggia, spazzati via in poche decine di minuti, con un danno economico stimabile in milioni di euro. In alcuni casi sarà possibile procedere con una nuova semina, ma in altri il raccolto è ormai definitivamente compromesso».

Carlo Salvan rivolge quindi un appello alle istituzioni affinché vengano resi «sempre più accessibili ed efficienti gli strumenti per la gestione del rischio in agricoltura, oggi ancora troppo lenti e appesantiti dalla burocrazia». Secondo il presidente, è necessario garantire la sostenibilità economica e operativa delle aziende agricole, in particolare delle piccole e medie imprese, maggiormente esposte agli effetti dei cambiamenti climatici.

Il presidente di Coldiretti Rovigo sottolinea inoltre la necessità di rafforzare il confronto con gli enti locali e con i Consorzi di bonifica per migliorare il deflusso e la gestione delle acque. «Il cambiamento climatico – conclude – rende gli eventi meteorologici sempre più estremi: nel giro di pochi giorni si passa dalla siccità e dalle alte temperature agli allagamenti. Per mettere in sicurezza le aziende agricole e le comunità servono interventi strutturali e risorse adeguate, che non possono gravare esclusivamente sugli agricoltori».

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