Nel Pd cambia tutto: Ethel Schlein diventa segretaria ed anche Rovigo dovrà adeguarsi

Per la prima volta una segretaria donna alla guida del Partito Democratico. In provincia di Rovigo ha vinto sia alle consultazioni di circolo che alle primarie aperte a tutti

ROVIGO – Per tutti Elly, Ethel Schlein, l’anima del “popolo dei gazebo”, dei giovani impegnati per l’ambiente, la rappresentanza di quella che veniva considerata una minoranza di sinistra all’interno di un partito guidato da amministratori eletti o nominati, si è guadagnata la segreteria nazionale del PD con un risultato inaspettato, per molti, rispetto all’avversario Stefano Bonaccini.

A Rovigo, l’era della segreteria di Angelo Zanellato è destinata a volgere al termine dopo che la nuova segretaria nazionale verrà votata ufficialmente nell’assemblea del Pd del 12 marzo 2023. Il comitato pro Bonaccini, a cui ha aderito l’attuale segretario provinciale e l’ex deputato Diego Crivellari, non è riuscito a vincere nè alle consultazioni di circolo, nè alle primarie aperte a tutti. In entrambi i casi il risultato del capoluogo (LEGGI ARTICOLO) è stato il volano per vincere la provincia a Schlein. Erano 110 i voti di scarto guadagnati da Schlein a Rovigo durante le consultazioni tra gli iscritti, sono diventati 272 alle primarie che, nel capoluogo, ha visto Elly più che doppiare l’avversario: 522 a 250 preferenze.

Schlein è la prima segretaria donna del Partito Democratico e ne è diventa segretario nazionale dopo averlo abbandonato nel 2015 in dissenso con la linea politica adottata da Renzi, allora segretario e presidente del Consiglio, considerata “vergognosamente” filo Forza Italia, da cui l’addio dopo essere stata per due anni la leader di OccupyPD, un movimento formato soprattutto da giovani attivisti che si opponevano all’eventualità di un governo di larghe intese con il centrodestra.

Non solo donna, ma anche la più giovane segretaria nazionale di sempre con i suoi 37 anni. Nata e cresciuta in Svizzera, da madre italiana e padre statunitense, da cui la cittadinanza americana, si è diplomata a Lugano e si è quindi trasferita in Italia, a Bologna, dove ha studiato prima al Dams e poi a Giurisprudenza. Si è laureata nel 2011 con una tesi in Diritto costituzionale sulla rappresentazione dei migranti in carcere. Prima di dedicarsi alla politica attiva in Italia ha partecipato, come volontaria, alle due campagne che hanno portato all’elezione alla presidenza degli Stati Uniti di Barack Obama.

A maggio 2015 è stata eletta con 53.681 preferenze al Parlamento europeo, nel 2020 si candida alle regionali in Emilia Romagna per Articolo Uno, viene eletta e diventa vice presidente di Stefano Bonaccini, nel 2022 approda in parlamento alle elezioni politiche come candidata indipendente nella lista del Partito democratico.

“Abbiamo fatto una piccola grande rivoluzione e anche stavolta non ci hanno visti arrivare”, ha detto nel primo discorso dopo la vittoria Schlein, aggiungendo che queste primarie sono state un “inizio di risposta al picco di astensionismo” che si è avuto alle ultime elezioni politiche. Sull’argomento però ha anche detto che il PD dovrà “avere l’ossessione delle persone che oggi comunque non hanno partecipato”, sostenendo che tra chi non ha votato ci siano soprattutto le fasce più povere della popolazione che la politica ha trascurato e rischia di marginalizzare.

Su Schlein la responsabilità, come segretaria, di dare avvio ad una fase di ricostruzione del Pd dopo i molti risultati elettorali deludenti degli ultimi anni seguendo la traccia annunciata durante la campagna congressuale: “porte aperte, anzi spalancate per ricostruire insieme il Pd. Non basto io, il cambiamento deve essere tutto intorno a noi, con l’impegno di tutti noi. Cambieremo volti, metodi e visione“.

Che sia la volta buona che la vecchia politica divisiva del Pd di Rovigo venga abbandonata in ragione di una politica davvero democratica?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultime notizie

Ultime notizie