Non è populismo, ma realtà. I compensi della giunta di Rovigo

Indennità importanti per sindaco, vice, assessori e presidente del consiglio comunale del capoluogo. La riflessione di Roberto Magaraggia

ROVIGO – Mette le mani avanti Roberto Magaraggia, giornalista ed attento osservatore, un po’ disfattista, ma sempre pungente, perchè alla rassegnazione non è mai bene abbandonarsi e, chissà, che dalle osservazioni non possa nascere qualcosa di buono.

“Si riparte. La nuova giunta municipale di Rovigheto, dopo il normale travaglio dovuto all’assegnazione delle deleghe, si è presentata ai fotografi, ai giornalisti, e quindi alla città (LEGGI ARTICOLO). Quattro, tra gli otto componenti, più il sindaco, avevano gli occhi che sprizzavano gioia.

Tutti fieri e ancorati a una montagna di euro, un monolite quinquennale: 579.600 lordi sindaco, al vice 434.700 e 347.760 ad ogni assessore; così anche al Presidente il Consiglio. Seguiti dal sussiego ed altro che insegue chi vince. (Qui non si tratta di criticare, screditare, invidiare i nominati che usufruiscono di parametri stabiliti da leggi nazionali fatte da una casta parlamentare che non si rende conto, o se ne frega, che, per esempio, circa 70.000 euro-anno di media ad ognuno degli immortalati nella foto, sono un privilegio cui solo una ristrettissima élite di rovigotti può contare, considerati i 21.000 euro dichiarati in media).

Sono i neofiti, quelli intrisi di entusiasmo dovuto al ruolo.

Una parola, entusiasmo, che deriva dal greco e significa essere “ispirati, appassionati”. Gli altri, “i vecchi”, quelli con più esperienza osservano chi sta scattando l’istantanea con quell’atteggiamento che comprende la sfida che dovranno affrontare. Insomma un mix tra eccitazione e realtà. Che in generale è la miscela della vita, sia privata che pubblica.

Niente di nuovo sotto il sole: all’eccitazione seguirà la concretezza, come alla giovinezza la vecchiaia. In mezzo si farà strada l’incertezza: ci saranno le capacità e le intelligenze necessarie per cercare di dare una svolta positiva, e rispondere alla fiducia riposta loro dai rodigini?

Nelle dichiarazioni c’è chi parte dai “confini” delle undici frazioni che conglobano una sparuta popolazione di poco più di 50.000 abitanti. Chi dalle caditoie, chi al grido d’allarme “siam pronti ad affrontare la criminalità che riguarda un quartiere di una normale città”. In fondo siamo un piccolo lembo di territorio, un “sassolino” inserito in un globo di otto miliardi di individui, la cui gran parte è vessata dalla fame, dalle malattie o alla ricerca della libertà e sussistenza. Lo fanno spostandosi, attraversando dei confini che altro non sono che linee immaginarie prodotte dagli uomini tramite la carneficina di altri uomini. Ma l’avvento del progresso, che non si può fermare, e dell’intelligenza artificiale, che è appannaggio di pochi e schiavitù per molti, costituirà la prima grande sfida globalizzata.

Saranno i nostri paladini locali in grado di essere più intelligenti di essa? Certo che no; ma lo strumento più efficace che potranno porre in essere sarà quello di rivolgere un attento esame di auto-riflessione verso i rodigini nella prospettiva di salvare la nostra autonomia storico-affettiva dai condizionamenti psicologici e biotecnologici che imperverseranno, a partire dalle pressioni dei dirigenti locali, regionali e nazionali dei loro partiti.

Altro fondamentale aspetto, è che non si ripetano nuove voragini (piscine, Iras, eccetera) prodotte qualche amministrazione fa, e rimaste senza responsabile alcuno, come accade nella pubblica amministrazione.

Vedremo, inoltre, se, come recentemente successo ad Adria per l’ex sindaco Omar Barbierato (LEGGI ARTICOLO), Gaffeo stazionerà in consiglio comunale per cinque anni all’opposizione, o se anche lui si dimetterà anzitempo”.

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