Notti del Polo di Adria con ospiti d’eccezione 

Il Direttore del Centro di Ricerca sul Clima e il Nobel per l’acqua 2023 hanno incontrato gli studenti di Adria (Rovigo) 

ADRIA (Rovigo) – Le Notti del Polo Tecnico 2024 sono iniziate venerdì 3 maggio con due ospiti d’eccezione: il prof. Marco Marani del  Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale dell’Università di Padova – Icea, Direttore del Centro di Ricerca sugli Impatti dei Cambiamenti Climatici e Fondatore della Laurea Magistrale in “Water and Geological Risk Engineering” e Andrea Rinaldo, professore ordinario di Costruzioni idrauliche presso lo stesso Dipartimento Icea, a cui è stato assegnato lo “Stockholm Water Prize” il premio Nobel per l’acqua 2023, per le ricerche condotte in diverse aree geografiche del mondo per una più equa distribuzione dell’acqua ai fini della riduzione delle disuguaglianze sociali ed economiche e di una maggiore coscienza ecologica.

La Dirigente scolastica Sara Manzin ha presentato gli ospiti della serata, sottolineando l’importanza dell’iniziativa “Notti del Polo Tecnico”, giunte alla quinta edizione: rappresentano un’occasione di confronto tra il mondo della scuola – docenti, studenti, genitori – ed esperti su temi di grande interesse, legati alla ricerca scientifica e all’innovazione tecnologica. Il tema della serata si ricollega all’apprezzato intervento dell’Ing. Giulia Passadore, la scorsa edizione, che ha trattato sotto diversi profili la tematica della gestione delle acque.

Il Prof. Marco Marani ha quindi illustrato l’argomento della serata “Cambiamento climatico ed eventi estremi”, sottolineando il fatto che il fenomeno è chiaramente dovuto ai gas serra prodotti dall’uomo: l’effetto serra venne scoperto già 150 anni fa da una scienziata americana, Eunice Newton Foote, che dimostrò scientificamente come un aumento dei livelli di CO2, il principale gas serra derivante dall’uso dei combustibili fossili, avrebbe potuto surriscaldare il pianeta. Gli effetti dei cambiamenti climatici sono diventati sempre più evidenti negli ultimi 30 – 50 anni. Una rassegna degli studi aggiornati sul tema, a cui si rimanda, è disponibile nei rapporti predisposti dall’IPCC (Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico). L’IPCC è stato istituito nel 1988, per iniziativa delle Nazioni Unite, per fornire ai governi di tutto il mondo una chiara visione scientifica dello stato attuale delle conoscenze sul cambiamento climatico, sui suoi potenziali impatti ambientali e socio-economici, e sulle misure di mitigazione da mettere in atto. 

Il relatore ha esemplificato gli impatti del cambiamento climatico con riferimento in particolare alla gestione delle acque. L’aumento di temperatura della terra comporta una maggiore evaporazione: di conseguenza si osservano eventi piovosi di maggiore intensità con un aumento del rischio di esondazioni e dissesto idrogeologico. Le opere e le infrastrutture realizzate negli anni non sono state pensate per tali eventi eccezionali. Inoltre il futuro non è più prevedibile come una volta; questo comporta notevoli sfide per scienziati e progettisti sul come realizzare argini, strade, ponti, e comunque opere che sono pensate per mantenere la loro efficienza per circa 100 anni dalla loro realizzazione.

A livello mondiale si sta lavorando su più fronti: riduzione delle emissioni di gas serra; aumento della produzione di energia da fonti rinnovabili (oggi in Italia tra il 30 – 35%); interventi per far fronte alle nuove condizioni. Nel dibattito molto aperto che ne è seguito, non sono mancate anche obiezioni e dubbi sul tema.  Il prof. Rinaldo ha osservato che è molto difficile far cambiare idea a chi è su posizioni negazioniste. Una possibile strategia potrebbe essere quella di responsabilizzare le grandi aziende alla luce dei danni economici importanti che possono subire. E’ poi importante insegnare alle nuove generazioni l’attenzione all’ambiente. Per chi volesse approfondire le tematiche, oltre ai rapporti dell’IPCC, i relatori hanno consigliato due testi: “Siccità” di Giulio Boccaletti e, più in generale sull’impatto dell’uomo sull’ambiente, “Guns, Germs and Steel: The Fates of Human Societies” di Jared Diamond.

Questi i prossimi incontri in programma nell’ambito delle “Notti del Polo”, presso la succursale del Polo Tecnico di Adria di via A. Moro 3, gratuiti e aperti al pubblico:

venerdì 17 maggio, ore 18:30 – 20:00 dal titolo “La casa ecosostenibile”: è previsto l’intervento dell’Ing. Andrea Callegari specializzato in gestione dell’energia, impianti e riqualificazione energetica di immobili civili ed industriali;

venerdì 31 maggio, ore 17:30 – 18:30 ci sarà la presentazione del libro “Adria. L’isola che non c’è. Indagine sull’urbanistica e l’architettura di una città”, risultato del lavoro di alunni e docenti dell’Istituto nell’ambito del “Bando Aperto Scuola” promosso dalla Banca del Monte di Rovigo e patrocinato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Adria assieme alla Biblioteca Comunale e alla Pro loco di Adria. Nella stessa serata, a seguire, ci sarà la possibilità di visitare i laboratori dell’Istituto e assistere ad esperimenti proposti da docenti e studenti. 

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