Ottavo reading poetico sull’aia 

Il palcoscenico naturale ha visto la partecipazione di oltre trenta poeti provenienti dalle provincie di Rovigo, Padova, Verona, Ferrara, Modena, Trento e Mantova

BORNIO DI VILLANOVA DEL GHEBBO (Rovigo) – Tra i vigneti di Bornio, poeti, musicisti e astrofili hanno interpretato la bellezza e appagato l’animo attraverso i sensi.

Così si è presenta l’ottava edizione di “Poesie sull’Aia” promossa dal poeta e musicista Michele Ghirotto nell’azienda agricola di famiglia. Quest’anno l’iniziativa è stata dedicata al tema: “Esploratori e custodi -natura da scoprire e proteggere-”, in cui il mondo della poesia si è fuso con la magnificenza dell’universo stellato. 

Il palcoscenico naturale ha visto la partecipazione di oltre trenta poeti provenienti da 4 regioni come Veneto, Emilia-Romagna, Lombardia e Trentino e dalle provincie di Rovigo, Padova, Verona, Ferrara, Modena, Trento e Mantova. L’evento è stato salutato dal sindaco di Villanova del Ghebbo Gilberto Desiati, seguito da Annalisa Marini che ha contestualizzato il momento con cenni storici su Bornio e su un glorioso passato di poesia in vernacolo borniese. Ha consegnato al padrone di casa un’antica raccolta di componimenti risalenti la seconda metà del 1800 realizzati da don Marco Rovigati, parroco di Bornio dal 1871 al 1881, e pubblicato dalla tipografia Stanislao Spighi di Lendinara nel 1920.

Le video poesie di Stefano Caranti, hanno anticipato le interpretazioni dei poeti: Nuccia Venuto, Alessia Rozzato, Edoardo Maria Barotto, Franco Carlo Lorenzetto, Luigi Alido Pravadelli, Federica Simonetto, Giuliana Guerzoni, Gianna Andrian, Daniele Bedendo, Marinella Gavioli, Marisa Monesi, Patrizia Ferrante, Bertilla Vittadello, Athos Tromboni, Fiorella Carcereri, Fedora Magri, Fabio Meloncelli, Eugenia Nardone, Franco Berton, Oriano Tommasini, Loretta Danzo, Mario Bissoli, Franca Occari, Lucia Dal Bosco, Rosanna Velori, Luigi Golinelli  e traduzione in portoghese di Henrique Varalta, Severino Bortolini e Rolando Mora. Gli intermezzi musicali sono stati curati da Gianni Ribola alla fisarmonica, Michele Ghirotto alla chitarra e dal cantante Marco Bianchi. Particolarmente interessante l’intervento di Emiliano Brajato sull’essere esploratori e custodi nella filosofia antica e contemporanea. Il rapporto tra le componenti della bellezza e l’arte è stato messo in evidenza dalle opere dell’artista Elisa Visentin, esposte nella sala della residenza padronale.

La serata è stata curata  dal Gap Gruppo Astrofili Polesani. Riccardo Longato ed Enzo Bellettato hanno guidato il numeroso pubblico all’osservazione della volta celeste affiancando alle nozioni astronomiche i significati mitologici associati alle costellazioni visibili in questo periodo. Anche una stella cadente ha allietato l’osservazione del triangolo formato dalle tre stelle più visibili: Vega, Deneb e Altair. I quattro telescopi di nuova generazione, installati e orientati da Marco Barella e Moreno Marzolla, hanno permesso la fruizione della bellezza dell’universo.

Michele Ghirotto, evidentemente soddisfatto, ha chiuso l’evento con un personale intervento: “L’arte della poesia ha il potere di toccare le corde più profonde dell’animo umano, traducendo le emozioni in parole, ma quando la natura è la fonte d’ispirazione, assume una bellezza ancor più straordinaria. Ho voluto donare –continua-un’opportunità originale  per immergersi nella profondità delle parole e delle emozioni senza dimenticare le  numerose minacce che  rendono la bellezza della natura fragile e vulnerabile. È doveroso il nostro intervento per la custodia della natura, nella consapevolezza di quanto sia intimamente legata alla  nostra anima poetica e alla nostra stessa esistenza”.

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