Pandemia, gelate e aviaria: 2021 nero per l’agricoltura

Nell’assemblea annuale di Confagricoltura Rovigo il presidente Ballani ha tracciato il bilancio della scorsa annata, con uno sguardo però positivo rivolto al futuro: i soci sono in forte aumento e si guarda con interesse all’espansione del settore cerealicolo

ROVIGO – Pandemia, gelate e aviaria. Un mix micidiale che manda in archivio il 2021 come una delle annate più difficili per gli agricoltori, in primis per i frutticoltori e gli allevatori. A fare il punto è stato il presidente di Confagricoltura Rovigo, Lauro Ballani, nell’assemblea annuale dei delegati che si è svolta nella sede associativa di piazza Duomo, in presenza dopo tre anni, per l’approvazione del bilancio. Ballani ha però rivolto uno sguardo positivo al futuro. Il numero dei soci, infatti, è in continuo aumento e si guarda al settore cerealicolo con fiducia, perché il conflitto in Ucraina potrebbe portare a investire e produrre di più a livello locale.

Capodilista, Giustiniani e Lauro Ballani

“Lo scorso anno il settore agricolo ha continuato a produrre, nonostante la pandemia abbia continuato il suo corso – ha sottolineato il presidente -. Alcune crisi produttive hanno toccato il nostro settore: le gelate primaverili hanno sostanzialmente azzerato la produzione frutticola di drupacee, actinidia e pero, indebolendo ulteriormente un settore già segnato negli anni precedenti dalla cimice asiatica. L’influenza aviaria, per gli allevamenti avicoli colpiti, ha portato a un fermo produttivo e il settore si sta riprendendo solo ora, dopo mesi contraddistinti da importanti problematiche economiche e sanitarie”.

Il 2022 è iniziato sotto il segno di due criticità altrettanto preoccupanti: la siccità e il conflitto in Ucraina. “Stiamo vivendo un momento critico di emergenza idrica, che sta tenendo con il fiato sospeso agricoltori e istituzioni: si sta investendo con i Consorzi di bonifica per realizzare invasi di contenimento dell’acqua per renderla poi disponibile, ma per questa annata permangono forti preoccupazioni – ha continuato Ballani -. L’associazione sta cercando su ogni fronte di offrire sostegno e assistenza ai soci, con risultati che ci stanno facendo capire che stiamo andando nella direzione giusta. Siamo saliti a 2.350 associati, con un balzo in avanti di circa un centinaio di unità, grazie anche all’assorbimento dei contoterzisti e di Eurocoltivatori”.

Il presidente regionale di Confagricoltura, Lodovico Giustiniani, ha ribadito l’importanza dell’associazione sindacale nel promuovere le istanze del mondo imprenditoriale agricolo, come l’apertura al credito d’imposta “Industria 4.0”, puntando il dito contro “l’eccesso di burocrazia, che continua a rallentare lo sviluppo delle imprese”. Il vicepresidente nazionale Giordano Emo Capodilista ha toccato, invece, il tema del conflitto in Ucraina, ripercorrendo le difficoltà degli ultimi mesi dovute alla produzione e l’export di cereali e semi oleosi fortemente compromessi. “La globalizzazione ci ha fatto sentire più deboli e l’Europa si è dimostrata impreparata nel gestire una crisi così importante alle sue porte – ha detto -. Anche per questo è importante ritornare a produrre cereali per il bene comune. Ed è il momento di decidere di produrre per avere disponibilità alimentare in una corretta logica di sostenibilità ambientale ed economica”.

Sono seguiti interventi da parte dei delegati, in particolare dei due vicepresidenti Giustiliano Bellini sulla crisi della pericoltura e Camillo Brena, che ha rimarcato l’importanza del settore cerealicolo in provincia. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultime notizie