Paolini ha inaugurato la stagione teatrale 2022-23 al Ballarin

Il monologo legato al progetto La Fabbrica del Mondo ripercorre la migrazione continua della nostra specie, dall’Africa nativa alla comica ricerca di una Venezia che ancora non esisteva. Successi a Lendinara (Rovigo) per Marco Paolini

LENDINARA (Rovigo) – Il monologo di Marco Paolini “Antenati the grave party” (dove grave sta per tomba), ha inaugurato martedì 15 novembre la stagione teatrale 2022-23 al Ballarin. C’era il pubblico delle grandi occasioni e, considerata la pioggia e il tipo di spettacolo “impegnato”, il dato è confortante per il teatro.

L’incipit dello spettacolo è dato dal “mì no digo gnente, ma gnanca no tàso”  del figlio che lo controlla e lo sprona a salvare il mondo, ma la riflessione sul tema era iniziata già sulla tomba del nonno sulla riva dell’Isonzo l’attore seppe da sua cugina che li era sepolto il nonno, un figlio di n.n. In quel momento scattò la domanda : “Da dove vengono i miei antenati?”

Marco Paolini

Il monologo legato al progetto La Fabbrica del Mondo ripercorre la migrazione continua della nostra specie, dall’Africa nativa alla comica ricerca di una Venezia che ancora non esisteva, perchè siamo una specie curiosa e fragile, capace di adattarsi al clima e colonizzare gli angoli più remoti del pianeta ma anche di combinare disastri.

Abbiamo inventato cose, le parole per chiamarle e il modo per articolarle e lasciarle in eredità ai figli dei figli. Dentro il genoma di ogni individuo ci sono dunque tracce, informazioni in codice di tutti coloro che ci hanno preceduto.

Attraverso l’immaginario incontro con i nonni dei nonni, tutti poco più che trentenni e del loro tentativo di capire il mondo con un’incessante migrazione le 4.000 generazioni che ci collegano ai progenitori comuni sostiene il canovaccio del monologo che punta il dito su un concetto: l’evoluzione che non vuol dire miglioramento. Però c’è un però: in controtendenza con gli altri mammiferi l’uomo ha inventato il bambino, cioè quel cucciolo che più d’ogni altro tarda a crescere e questa scelta avrebbe favorito la creatività. 

Come detto, i temi di fondo di Antenati sono l’evoluzione e l’ecologia, in chiave epico-comica per far capire come i problemi del presente siano legati ai problemi del  passato. Nella finzione teatrale si ricostruiscono i fili dell’organizzazione familiare, in cui tutti sono chiamati a dar consiglio sul futuro della nostra specie. Come dire: so di essere parte della causa dei mali e mi espongo al consiglio e al giudizio della specie, perché come sosteneva Darwin nell’evoluzione,le differenze contano quanto le somiglianze e “Nessuno di noi è solo uno”.

Il prossimo appuntamento al Ballarin il 30 novembre,sarà con Lodo Guenzi con “Trappola per topi” di Agatha Christie.

Come sempre i biglietti si potranno acquistare online su myarteven.it e vivaticket.com, in biglietteria alla biblioteca comunale (mercoledì e venerdì dalle 15 alle 18, sabato dalle 9 alle 13) e la sera dello spettacolo, all’entrata.

Ugo Mariano Brasioli 

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