Parole di carta al Balzan 

È stata presentata venerdì sera, al teatro Balzan di Badia Polesine (Rovigo), “Parole di carta”, la settima fatica di Elia Bacchiega

BADIA POLESINE (Rovigo)  – È stata presentata venerdì sera, al teatro Balzan, “Parole di carta”, la settima fatica di Elia Bacchiega. La copertina è di Pietro Bacchiega. Si tratta di una raccolta di poesie e racconti, definita da Paolo Aguzzoni nella presentazione “…una sorta di antologia personale”. Il “prefatore selezionato da Elia” invero è un “amico conflittuale d’antica data” del prolifico autore, fin dai lontani tempi del Magep, e questo gli consente di rispolverare aneddoti di questa “complessa personalità”, sconosciuti ai più. 

Dopo il saluto istituzionale del sindaco Giovanni Rossi è stato l’editore Stefano Valentini ha sondare gli aspetti più reconditi dell’opera. “Viviamo in un’epoca in cui tutto si sta facendo sempre più confuso – ha esordito l’Editore – e la marea d’informazioni, notizie e opinioni spesso contradditorie ci confondono sfociando in un’interlocuzione gridata”. Partendo da questo, Valentini individua in “Parole di carta” la chiave di recupero della fiducia verso la scrittura, “…perché, quando è così riflettuta e meditata, ha ancora una sua valenza in cui il pensiero e l’emozione si decantano e paradossalmente la voce diventa silenzio”. In questo incontro il pensiero si sedimenta e diventa un valore da tramandare. 

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Nei cinque racconti del libro emergono l’umanità, la fertilità, la fantasia, la coscienza civile di Elia imprescindibili l’una dall’altra. “Perché questa è la sua anima, talvolta aspra ma che sa diventare tenera difronte ai valori positivi”. Un aspetto che si coglie maggiormente nei due racconti più lunghi. Il primo dei due esprime l’idea di un uomo sempre alla ricerca di approdi e che alla fine evoca il valore della paternità, nel quale il protagonista trova la compiutezza del suo cammino specchiandosi nel figlio visto come ricucitura fra passato e futuro. Nell’altro, “La corda di canapa” (titolo allusivo di un tentato suicidio), si rappresenta un viaggio nello smarrimento che il protagonista sperimenta attraversando tutta la disperazione umana di un duplice abbandono. Sono le domande senza risposta o le troppe risposte contraddittorie che lo confondono, anche se nel finale si svela una soluzione definita da Valentini “stupenda” e in cui il protagonista riscopre il se stesso risolvendo il tormentato passato nel futuro del bambino sconosciuto.

Anche nell’essenzialità delle poesie, emerge questo elemento di cupezza, in cui il tormento esistenziale si scontra con le contraddizioni spesso indecifrabili della società attuale, alla quale l’Autore contrappone l’innocenza primigenia dei bambini e la contemplata bellezza della natura.

Reduce da alcuni problemi di salute, “dai quali è uscito con l’aiuto di un gineceo” (come ha raccontato Paolo) Elia è parso in buona forma ma emozionatissimo e perciò stringato “…anche perché mi hanno concesso solo due minuti”, ha ironicamente commentato. 

La presentazione è stata accompagnata dalle musiche eseguite da Alberto Greggio, con l’intervento recitativo degli attori Marino Bellini e Sofia Bizzo. 

Ora l’auspicio di tutti è che “Parole di carta” abbia un seguito e che per Elia ci siano ancora tante pagine pronte ad ospitare nuove parole.

Ugo Mariano Brasioli

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