Il comparto ittico accoglie positivamente il rafforzamento degli aiuti deciso dal Governo, ma chiede una strategia strutturale per fronteggiare i danni causati dai cambiamenti climatici e dall'emergenza granchio blu
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ROVIGO – Il rifinanziamento del Fondo di solidarietà rappresenta un segnale importante per le imprese della pesca e dell’acquacoltura, messe in seria difficoltà dagli effetti dei cambiamenti climatici. È quanto sottolinea Coldiretti Pesca, commentando la decisione del Consiglio dei Ministri di rafforzare gli aiuti destinati al comparto.

Secondo l’organizzazione, il provvedimento risponde alle richieste avanzate dalle imprese ittiche, oggi alle prese con una crisi senza precedenti causata dal caldo estremo, dal granchio blu e dal progressivo surriscaldamento del mare.

Le risorse arrivano infatti in un momento particolarmente delicato per la pesca e l’acquacoltura italiane. Le temperature record registrate nell’Adriatico hanno provocato una grave moria di cozze e vongole, con acque che in diverse aree hanno superato i 30 gradi, compromettendo la sopravvivenza dei molluschi e riducendo la disponibilità di alimento naturale per molte specie allevate.

A questo si aggiungono gli ingenti danni provocati dal granchio blu, che continua a colpire gli impianti di acquacoltura e le attività di pesca, mettendo in crisi una filiera strategica per l’economia delle comunità costiere.

Il surriscaldamento del mare, evidenzia Coldiretti Pesca, sta inoltre incidendo anche sul pesce azzurro, simbolo della pesca italiana. L’aumento della temperatura delle acque riduce infatti l’ossigeno disponibile, altera la produzione di plancton di cui si nutrono sardine e acciughe e compromette la sopravvivenza delle larve durante la fase riproduttiva. Il risultato è una minore crescita delle popolazioni ittiche, una riduzione della loro abbondanza e lo spostamento degli stock verso aree più favorevoli, con pesanti ripercussioni sulla produttività della pesca e sulla disponibilità di una delle risorse più preziose del Mediterraneo.

A pesare sul settore è anche l’alternanza tra precipitazioni intense e periodi di siccità. Il massiccio afflusso in mare di acqua dolce e fango trasportati dai fiumi allontana il pesce dalle coste, penalizzando soprattutto la piccola pesca. Le imbarcazioni devono inoltre fare i conti con tronchi e detriti galleggianti, che rappresentano un pericolo per la navigazione e possono provocare danni ai motori.

Per Coldiretti Pesca, il sostegno economico deciso dal Governo costituisce quindi un segnale positivo, ma non può bastare. L’organizzazione ritiene necessario affiancare ai ristori una strategia di lungo periodo, investendo nella prevenzione, nella ricerca e nell’innovazione, accelerando gli interventi per contrastare la diffusione del granchio blu e sviluppando strumenti sempre più efficaci per la gestione del rischio.

L’obiettivo, conclude Coldiretti Pesca, è consentire alle imprese del settore di affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici senza compromettere produzioni, occupazione e reddito. Nel Polesine, una delle aree italiane più colpite dall’emergenza del granchio blu, il rifinanziamento del Fondo rappresenta un segnale particolarmente atteso dalle imprese ittiche, che da tempo chiedono interventi concreti per garantire la sopravvivenza del comparto.

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