Una delegazione di oltre 20 imprenditori della pesca tra Rovigo e Venezia ha visitato aziende, mercati e centri di ricerca portoghesi per confrontare modelli produttivi innovativi e sostenibili nel settore della molluschicoltura.
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ROVIGO – Un viaggio di studio per conoscere da vicino le migliori esperienze europee nel campo della molluschicoltura e della sostenibilità ambientale. Sono stati oltre venti i pescatori rodigini e veneziani associati a Coldiretti Pesca che hanno partecipato a una trasferta in Portogallo, tra la città costiera di Nazaré e la capitale Lisbona, nell’ambito del progetto “Venericoltura sostenibile: modelli a confronto”.

L’iniziativa, finanziata dalla Dgr n. 637 dell’11 giugno 2025 ai sensi del Regolamento (UE) n. 2021/1139 – Pn Feampa 2021/2027, Priorità 2, Obiettivo specifico 2.1, Azione 5, si è svolta dal 18 al 21 maggio. A guidare il gruppo sono stati Alessandro Faccioli, responsabile di Coldiretti Pesca per il Veneto, e il biologo veneziano Giuseppe Pessa.


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La scelta del Portogallo non è casuale. Con circa 900 chilometri di costa, il Paese rappresenta uno dei principali riferimenti europei per le attività legate alla pesca e all’acquacoltura. In particolare, la molluschicoltura costituisce un comparto strategico, con produzioni concentrate soprattutto su ostriche, vongole e cozze.

L’obiettivo della visita era approfondire i modelli imprenditoriali locali della venericoltura, analizzando il livello di innovazione raggiunto dalle aziende e le soluzioni adottate in tema di sostenibilità. La delegazione ha visitato diversi allevamenti che adottano sistemi rigenerativi per la coltivazione dei bivalvi, mettendo a confronto le tecniche utilizzate per l’allevamento delle ostriche con quelle praticate nel Polesine.

Dal confronto sono emerse alcune differenze legate soprattutto alla forma del prodotto finale, mentre i tempi di crescita risultano sostanzialmente analoghi, compresi tra i 12 e i 14 mesi. Un’esperienza che ha consentito agli operatori italiani di raccogliere spunti utili per lo sviluppo futuro delle proprie attività.

Particolare attenzione è stata dedicata anche alle best practice che integrano acquacoltura e turismo, un modello sempre più diffuso e apprezzato. Non sono mancati approfondimenti sulla commercializzazione del pescato, attraverso la visita a mercati storici e di nuova concezione, dove i pescatori effettuano quotidianamente la vendita diretta ai consumatori. Un’occasione per conoscere da vicino filiere corte e sistemi di valorizzazione del prodotto attraverso la trasformazione e il cosiddetto “miglio zero”.

Tra le tappe più significative figurano il celebre Mercato di Ribeira e le visite alle aziende Ostraveiro, Oceano Fresco, Oysterworld e Ciemar, realtà considerate punti di riferimento nel settore dell’acquacoltura portoghese.

Spazio infine anche alla cultura e alla tradizione marinara con la visita al Centro Interpretativo della Storia del Baccalà, luogo simbolo che racconta uno dei prodotti più rappresentativi della gastronomia e dell’identità portoghese.

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