Peter Pavanello: “La condizione fisica generale è migliore rispetto all’anno scorso”

La preparazione atletica nel rugby moderno è sempre più importante, alla vigilia della finale scudetto tra Rovigo e Petrarca Padova parla il presente, e il futuro dei Bersaglieri 

ROVIGO – Peter Pavanello, 31 anni ad ottobre, ex tre-quarti ala della FemiCz Rovigo campione d’Italia nel 2016 in uno stadio Battaglini in delirio, fa parte ormai da tempo dello staff dei Bersaglieri in qualità di preparatore atletico. Laureato in Scienze Motorie nel 2017, ha capito prima di altri che il futuro rugbistico professionistico lo avrebbe visto protagonista in un ruolo diverso. Il titolo della tesi di Laurea aveva già tracciato il suo futuro: “Carichi di lavoro, regolamento, traumatologia del rugby. Come è cambiato il rugby negli ultimi trent’anni”. E’ il presente, ma anche il futuro della Rugby Rovigo, non è ancora ufficiale, ma sarà lui il responsabile della preparazione atletica della squadra dalla stagione 2023-2024.

Non solo prima squadra, Peter Pavanello (primo a destra nella foto con coach Lodi e Joe Van Niekerk), che porta un cognome importante, il fratello Antonio, attuale dg del Benetton Treviso, è stato a lungo azzurro e capitano biancoverde, è responsabile della preparazione fisica della Monti Junior Rovigo dall’U15 all’U19, oltre a collaborare con la Rovigo Orange, che ha recentemente ottenuto la salvezza in Serie A (massimo campionato italiano di calcio a 5 femminile).

Il 28 maggio ancora una finale scudetto (21 e 15 diretta su Rai 2), a Parma l’eterno derby tricolore tra FemiCz Rovigo e Petrarca Padova. La preparazione atletica nel rugby moderno gioca una ruolo fondamentale, al pari di quella tecnica e psicologica. Ultimi 80 minuti che arrivano dopo mesi di lavoro iniziato in Estate, ora serve ogni energia disponibile.

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Scudetto nel 2016 da giocatore al Battaglini contro il Calvisano, nel 2021 da preparatore atletico al fianco Colin Allan al Plebiscito, proprio contro il Petrarca. Il successo più importante?

“Sono state entrambi due successi e giornate fantastiche, ma il ritorno da Padova con tutti i tifosi in corso del Popolo è stato proprio da pelle d’oca”.

Nel 2022 la squadra è arrivata a Parma con qualche problema, soprattutto atleti acciaccati e con tanti minuti nelle gambe. Il 28 maggio 2023 come ci arriva la FemiCz?

“Reggio (nel 2022) e Colorno (2023) ci hanno entrambe impegnato parecchio a livello fisico, come è normale per delle semifinali scudetto, ma credo che la gestione delle settimane playoff di quest’anno sia stata migliore a livello di carichi e recupero rispetto all’anno scorso. I due secondi tempi di quest’anno sono stati completamente differenti: nel primo abbiamo pagato qualche svista a livello individuale, nel secondo non abbiamo mai chiuso il match, mantenendoli quindi sempre in partita”

Chi sono i giocatori con i minutaggi più elevati? C’è una ricetta o una preparazione specifica alla vigilia di una finale scudetto? 

“Facundo Ferrario e Giovanni Montemauri sono i due ragazzi che hanno il minutaggio più alto, ma a prescindere dal minutaggio, più ci si avvicina al finale di stagione, e maggiori sono gli acciacchi e la fatica accumulata da parte dei giocatori, quindi è necessario adattare le sedute in palestra e in campo per cercare di averli nella forma migliore possibile il match day.

I minuti dei giocatori dipendono molto dalla profondità della rosa, e dagli infortuni a lungo termine, i quali di fatto accorciano il parco giocatori da cui si possono selezionare i 23, quindi è ovviamente una componente che possiamo (come staff) solo in parte manipolare. Quest’anno nonostante alcuni giocatori abbiano parecchi minuti sulla gambe, arriviamo al termine della stagione in una condizione fisica generale migliore rispetto all’annoscorso, grazie anche all’investimento della società nei Gps, i quali ci hanno aiutato molto nella gestione dei carichi settimanali. Per la finale deve essere un giusto mix tra mantenimento del carico e recupero, giorni high e giorni low, in campo le sedute sono più corte e il focus è la cura del dettaglio e l’intensità, in palestra ci si concentra su lavori di potenza e recupero attivo, il tutto ricordando ai ragazzi l’importanza di una buona qualità e quantità di alimentazione, idratazione e sonno”

Collabori anche con la Monti Junior e la Rovigo Orange nel calcio a 5 femminile (Serie A), come hai fatto a conciliare tutto?

“Come responsabile della preparazione fisica è mio dovere fissare gli standard e obiettivi cercando di stimolare e aiutare i ragazzi a raggiungerli, occuparmi di tutto quello che è il long therm athletic development quindi lo sviluppo a lungo termine del giovane atleta, il che è una grossa responsabilità perché non si parla solamente di quanto si riesca a farli migliorare dal punto di vista fisico atletico, ma anche di sviluppare e migliorare tutti quelli che sono i pattern motori che il nostro sport richiede, senza dimenticare il dover instaurare un’ottima cultura facendo capire l’importanza di questa area. Per portare avanti tutto questo in U15 e U17 potevo contare su Andrea Visentin, mentre per l’U19 su Elia Venco. Il calcio a 5 Rovigo Orange mi occupava ‘il giorno libero’ dalla prima squadra, e una sera a settimana, quindi riuscivo senza problemi, anzi mi aiutava a staccare e avventurarmi in altre dinamiche e richieste fisico atletiche”.

L’anno prossimo sarai responsabile della preparazione atletica dei Bersaglieri (anche se non è ancora stato ufficializzato), uno staff tutto rodigino con Ale Lodi (foto qui sopra con Peter Pavanello) capo allenatore, Giazzon, Van Niekerk e Basson rodigini d’adozione.

“Sicuramente sarà una grande sfida e un onore, perchè Rovigo ha sempre avuto la fortuna di avere bravi preparatori atletici alcuni dei quali ho avuto la fortuna di averli da giocatore. Mi hanno lasciato davvero tanto: Silvano Garbin che è a Reggio Emilia, Giorgio Da Lozzo a Treviso, Tommaso Boldrini a La Rochelle, Vernon Neville che era un vero e proprio guru della preparazione negli anni 2000, senza dimenticare l’attuale Colin Alan, con cui ho avuto la fortuna di collaborare per 3 anni. Ma farlo con Ale Lodi e uno staff così mi aiuterà molto, siamo un buon gruppo anche fuori dallo stadio”.

A proposito di Tommaso Boldrini (campione d’Europa per la seconda volta con La Rochelle), era arrivato a Rovigo con Pippo Frati ed Andrea De Rossi nell’Estate del 2013, era rimasto in viale Alfieri fino allo scudetto del 2016. Cosa ti ha lasciato? 

“Tommy (Boldrini, ndr) già quando era qui a Rovigo si era capito che sarebbe arrivato, un grande studioso e appassionato, merita tutti i risultati che sta ottenendo, da giocatore già avevo la passione per questo lavoro, e spesso dopo le sedute di palestra lo riempivo di domande, nell’ultimo anno è sempre stato super disponibile ad aiutarmi, soprattutto per l’utilizzo e l’analisi dei dati Gps, e poi a febbraio grazie a lui siamo potuti andare con tutto lo staff a La Rochelle a vedere come si allenano i campioni d’Europa”.

Domenica al Lanfranchi la sfida che vale lo scudetto, come la vedi?

“Per me le finali sono sempre 50 e 50, partite quasi sempre punto a punto, Tolone Glasgow è stata un’eccezione”.

Giorgio Achilli

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