Polesella, tutti insieme contro la violenza

L’iniziativa tenutasi martedì 16 gennaio ha dimostrato come il tema della violenza di genere sia in grado di mobilitare cuori e coscienze

POLESELLA (Rovigo) – Probabilmente nemmeno gli organizzatori si aspettavano una sala degli Agostiniani gremita all’inverosimile, ma la straordinaria partecipazione all’iniziativa tenutasi a Polesella martedì 16 gennaio dalle ore 21.00 ha dimostrato come il tema della violenza di genere sia un tema in grado di mobilitare cuori e coscienze. 

Così, dopo i saluti del sindaco Leonardo Raito, della presidente provinciale Acli Roberta Cusin e del presidente dell’Associazione Bandiera Gialla Davide Sergio Rossi, i relatori hanno inquadrato il fenomeno e le risposte che la società polesana sta dando a un fattore sempre più complesso della nostra società. Adele Fanelli del Centro Antiviolenza del Polesine, ha spiegato le attività di questa importante istituzione: “Nel 2023 sono state 123 le donne seguite dal centro antiviolenza, un dato in crescita rispetto al 2022. La violenza inizia già nelle prime relazioni e non solo in quelle consolidate e spesso per una donna viene considerata come una sconfitta o un insuccesso personale. Occorre invece capire che la vittima non è una donna fragile o debole ma ci vuole molta forza. Quasi tutte le donne vittime di violenza non si rivolgono a noi per episodi singoli ma ripetuti. E il centro antiviolenza consente un primo colloquio e poi un lavoro con una psicologa per il supporto e la ricostruzione di un’autonomia; poi dispone di un’avvocata per consulenza legale e di assistenti sociali che fanno rete coi servizi. Il tutto con il consenso della donna, nel rispetto della segretezza e con servizi gratuiti. I casi poi possono evolvere in percorsi normali, che non prevedono pericolo per l’incolumità o in percorsi che necessitano di protezione. Uscire da una situazione conclamata di violenza necessita di tanta forza e di tanta energia mentale, occorre prendersi una pausa dal lavoro, individuare una casa rifugio lontana dalla zona di residenza e tante altre cose complesse”. La relatrice ha infine ricordato l’importanza di reperire fondi per sostegno a questi progetti. 

Slide 1
Slide 2
Slide 3
Slide 4
Slide 5
Slide 6

Sono poi intervenute Consuelo Pavani, vicesindaco di Polesella e operatrice del 118 e Maria Adelina Ricciardelli, direttrice del Pronto Soccorso di Rovigo e Trecenta, spiegando come il servizio sanitario si occupa dei casi di violenza. La Pavani ha spiegato come opera la centrale operativa del 118, dall’intervista telefonica all’assegnazione del codice e ha illustrato i consigli importanti per aiutare e preservare le prove. Ha inoltre evidenziato le modalità di attivazione delle forze dell’ordine e il ruolo centrale degli operatori per i quali diventa strategica la capacità di instaurare un dialogo con la vittima anche per prevenire rischi di autolesionismo o crolli psicologici. La Ricciardelli invece, partendo dalle definizioni di violenza come violazione di diritti umani e forma di discriminazione, si è poi addentrata su quanto impatta la violenza sulla salute, con i rischi di depressione, di assunzione di psicofarmaci e tentativi di suicidio. Nel corso del 2021 gli accessi nazionali ai pronto soccorsi per violenza sono stati 11771 nel 2021, con un’incidenza in crescita legata al  periodo della pandemia. I dati registrano l’aumento di casi di donne giovani e tassi di accesso di donne straniere superiore alle italiane. In aumento anche la gravità delle violenze, con un calo di codici verdi. La fascia di ricoveri più elevata, infine, è quella tra i 35 e i 49 anni. La direttrice ha inoltre illustrato il protocollo dell’Ulss5 Polesana con il Centro anti-violenza”. Sono poi intervenute le coordinatrici provinciale e comunale dell’associazione “Viva Vittoria”, Anna Maria Sgualdo e Paola Banzi, che hanno presentato lo straordinario impegno dei volontari e delle volontarie impegnate nella cucitura di quadrotti che comporranno una enorme bandiera di solidarietà che coprirà Piazza Vittorio Emanuele II a Rovigo.  

A chiudere i lavori, ben coordinati dalla giornalista Riccarda Dalbuoni, è stato ancora il sindaco Leonardo Raito, secondo cui “occorre costruire una cultura del rispetto a partire dal basso, con l’impegno di tutti, e delle scuole dove i processi culturali sono privi di precondizionamenti. Solo così potremo sconfiggere questa piaga e rendere più civile la nostra società”. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultime notizie

Ultime notizie