ROVIGO – Le misure contro l’inquinamento atmosferico non possono limitarsi ai blocchi del traffico e agli obblighi imposti ai cittadini. A sostenerlo è Dina Merlo, consigliera comunale del Forum dei cittadini, che interviene mentre la Regione Veneto valuta i provvedimenti da applicare dal prossimo primo ottobre.
Il confronto regionale riguarda in particolare il possibile superamento del blocco dei veicoli diesel Euro 5 attraverso misure alternative capaci di garantire una riduzione equivalente delle polveri sottili. La questione rientra nell’accordo condiviso da Veneto, Piemonte, Lombardia ed Emilia-Romagna dopo la condanna dell’Italia da parte della Corte di giustizia europea per gli insufficienti interventi contro l’inquinamento atmosferico.
Merlo giudica auspicabile una modifica che non penalizzi i proprietari di mezzi relativamente recenti, purché la Regione individui interventi realmente efficaci per contenere le concentrazioni di PM10.
Secondo la consigliera, però, la stessa attenzione deve essere applicata alle autorizzazioni di nuovi insediamenti produttivi. Nel documento vengono richiamati i progetti F.I.R. a Borsea, Ecopol a Rovigo e Apis a Sarzano, indicati come attività che potrebbero contribuire all’aumento delle emissioni. «La riduzione delle polveri sottili è un obiettivo irrinunciabile», afferma Merlo. «Non è possibile chiedere sacrifici ai cittadini e, nello stesso tempo, esprimere pareri favorevoli su impianti che rischiano di aggravare la qualità dell’aria».
La consigliera chiama direttamente in causa l’assessore comunale all’Ambiente Michele Aretusini, chiedendo coerenza tra le misure rivolte alla mobilità privata e le valutazioni sui grandi impianti. Per Merlo, la responsabilità delle amministrazioni comunale e provinciale non si esaurisce nel rispetto delle disposizioni su automobili e impianti di riscaldamento. Occorre invece considerare anche le emissioni prodotte dalle attività industriali di maggiori dimensioni e il loro possibile effetto cumulativo in un territorio che registra già frequenti superamenti dei limiti.
La consigliera critica inoltre l’assenza, a suo giudizio, di una valutazione pubblica complessiva sulle conseguenze che i nuovi insediamenti potrebbero avere sulla concentrazione delle polveri sottili. «Il problema dell’inquinamento atmosferico non deve essere caricato solo sui comportamenti dei cittadini», conclude Merlo. «Comune e Provincia hanno obblighi precisi nella tutela della salute e della qualità della vita».
















