PSI: Deve cambiare il modello agricolo se si vuole reale sviluppo del Polesine

L'agricoltura estensiva deve lasciare il passo a quella qualificata che oltre al reddito per l'agricoltore produca crescita per tutto il territorio. Giovanni Nonnato per i Socialisti invita a guardare oltre il proprio orticello

ROVIGO – “Dare coerenza alla realtà deltizia significa promuovere uno sviluppo economico che sia orientato a rivalutare ed a qualificare il settore agricolo e quello della pesca proiettandoli sempre più verso il percorso della qualificazione e della dimensione. Deve essere superato, quindi, in tutto il Polesine il concetto della coltivazione estensiva sulla scorta delle esperienze di Lusia e Rosolina che offrono anche maggiori opportunità economiche ed occupazionali oltre che reddituali” afferma convintamente Giovanni Nonnato in rappresentanza del Partito socialista italiano della provincia di Rovigo.

“Fino a qualche tempo fa il Polesine inseguiva ancora il miraggio del carbone pulito(?). Tale stato di cose era legato prevalentemente alla posizione assunta dalla realtà politica e sociale di Porto Tolle che condizionava il resto della realtà provinciale. Finalmente, però, con le scelte dell’Enel si è liberato il campo da un condizionamento che impediva di pensare ad una progettualità che ne esaltasse prevalentemente gli aspetti naturalistici ed il turismo. Da qui è importante partire per ripensare in termini organici tutto il tessuto progettuale della nostra provincia che trova nel Delta i motivi per un richiamo che vada oltre i confini europei.

Collegato alla qualificazione dell’agricoltura gioca un ruolo determinante anche la creazione di strumenti e strutture che consentano la visitazione e, quindi, del turismo legato non solo al Delta, ma anche ai giacimenti culturali di Rovigo e dintorni, oltre che da Adria, da Lendinara e da Badia. A svolgere questo ruolo era deputata la Provincia, ma la sciagurata iniziativa del suo quasi azzeramento riversa sul Comune capoluogo e sulla sua capacità di aggregazione e di alleanza il compito di offrire al territorio quegli strumenti che diventano determinanti per questa forma “pulita” di sviluppo.

Altra conseguenza logica della qualificazione in agricoltura può diventare il produttivo conserviero e di trasformazione che, finora, nessun capitale privato ha colto, o ha colto parzialmente, come successo in altre realtà più attente. Eviterei di parlare di rapporti con la grande imprenditoria multinazionale, l’esperienza della Geodis di questi giorni è fin troppo significativa, non solo per i pericoli di un inquinamento già ora allarmante, ma mi limiterei a sostenere l’esigenza di un’economia coerente con la natura dei luoghi, il paesaggio e la visitazione. Soprattutto con il superamento del perverso e dannoso campanilismo” conclude Nonnato per il Psi della provincia di Rovigo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultime notizie

Ultime notizie