ROVIGO – In Veneto quasi 315mila persone vivono in condizione di povertà energetica. Si tratta di circa 140mila famiglie che faticano a sostenere le spese per luce e riscaldamento, con un’incidenza pari al 6,5% del totale regionale, inferiore alla media nazionale del 9,1%, ma comunque significativa.
È quanto emerge da un’analisi dell’Ufficio studi della CGIA su dati Istat e OIPE, che fotografa una situazione destinata a peggiorare a causa dei recenti rincari energetici legati alle tensioni internazionali.
Prezzi in aumento e rischio peggioramento
Negli ultimi mesi, infatti, i costi dell’energia hanno registrato una nuova impennata. A marzo il prezzo del gas ha raggiunto i 53 euro/MWh, mentre quello dell’energia elettrica si è attestato a 143 euro/MWh, in netto aumento rispetto agli anni precedenti.
Un trend legato anche alla crisi in Medio Oriente, che potrebbe avere effetti duraturi sui bilanci familiari, soprattutto per le fasce più fragili.
Secondo le stime, nel 2026 le famiglie italiane dovranno sostenere un extracosto complessivo di oltre 5,4 miliardi di euro rispetto al 2025, che salgono a 6,6 miliardi se il confronto viene fatto con il 2024.
In Veneto l’aumento stimato è di 557 milioni di euro.
Artigiani e commercianti colpiti “due volte”
Particolarmente esposta è la platea degli autonomi: in Veneto sono oltre 210mila tra artigiani e piccoli commercianti, molti dei quali lavorano senza dipendenti.
Per loro il caro energia ha un doppio impatto: da un lato come famiglie, dall’altro come titolari di attività.
Tenere accesi macchinari, riscaldare laboratori o raffrescare negozi rappresenta un costo non comprimibile, che incide direttamente su margini già ridotti, costringendo spesso a rinviare investimenti o ridurre i consumi.
Cos’è la povertà energetica
Secondo l’Osservatorio italiano sulla povertà energetica, una famiglia si trova in difficoltà quando non riesce ad accedere a servizi essenziali – riscaldamento, raffrescamento, illuminazione – a costi sostenibili rispetto al reddito.
Il fenomeno può manifestarsi in diverse forme: spesa eccessiva rispetto al reddito, rinuncia ai consumi energetici (il cosiddetto “sotto-consumo”), difficoltà nel pagamento delle bollette o condizioni abitative inadeguate, spesso con problemi di umidità e scarsa efficienza energetica.
A essere più vulnerabili sono soprattutto anziani soli, famiglie numerose e nuclei con redditi instabili.
Un problema destinato a crescere
Sebbene il Veneto presenti un’incidenza inferiore alla media nazionale, il quadro generale resta preoccupante.
Il rischio concreto è che, con il perdurare delle tensioni internazionali e l’aumento dei prezzi energetici, la povertà energetica possa estendersi ulteriormente, colpendo nuove fasce di popolazione.
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