Riapre la Casa Museo Matteotti con un nuovo allestimento

A Fratta Polesine conclusi i lavori al Monumento Nazionale dedicato al padre della democrazia in Italia, grazie a Fondazione Cariparo

FRATTA POLESINE (Rovigo) – Un luogo per riflettere, secondo il presidente di Fondazione Cariparo Gilberto Muraro, un Monumento Nazionale visitabile da sabato 8 giugno 2024 che ha beneficiato anche del contributo dalla legge speciale votata dal Parlamento a sostegno delle iniziative per il Centenario dell’assassinio di Giacomo Matteotti.

Proprio la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo è l’istituzione che ha fornito lo stimolo e la maggior parte delle risorse economiche (oltre 1 milione di euro) per il completo riallestimento del percorso museale e per risolvere alcune criticità conservative che affliggevano la Casa Museo Giacomo Matteotti a Fratta Polesine. Un intervento realizzato d’intesa con il Comune di Fratta Polesine e l’Accademia dei Concordi di Rovigo, oggi proprietaria dello storico edificio.

“Sotto il profilo politico e umano Giacomo Matteotti appartiene all’Italia intera, ma è un vanto soprattutto del Veneto e di Fratta Polesine, dove visse ed è sepolto. Per queste ragioni la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo si è sentita in dovere di sostenere le celebrazioni del Centenario della morte, attuando il completo riallestimento espositivo della Casa Museo e promuovendo a Rovigo una mostra sulla sua vita e, in particolare, sugli anni passati in Polesine” ha comunicato il presidente Muraro.

“Le celebrazioni del centenario dell’assassinio di Matteotti hanno anche lo scopo di aiutare a riflettere sulle vicende che precedettero l’avvento del regime e che sembrano confermare il detto secondo cui la democrazia raramente è stata uccisa, più spesso si è suicidata”.

Il nuovo percorso e il racconto della vicenda di Matteotti nella sua Casa Museo sono stati affidati allo studio di architettura 120grammi, mentre il ripensamento e l’aggiornamento del percorso narrativo sono a cura di Luca Molinari Studio, team guidato da Luca Molinari, con la supervisione storica di Gianpaolo Romanato, presidente del Comitato Scientifico della Casa Museo e in collaborazione con la Fondazione di studi storici “Filippo Turati”.

Dall’8 giugno, giornata di riapertura, ad accogliere i visitatori sarà una Casa Museo integralmente rinnovata, in grado di esprimere una più intensa capacità narrativa: “il luogo ideale per riflettere, a partire dall’esempio di Matteotti, sulla democrazia, sul passato e sul presente del nostro Paese” ha dichiarato Muraro.

Sono moltissime le iniziative che ovunque in Italia, ma anche all’estero, sono state programmate per ricordare i 100 anni dall’assassinio di Giacomo Matteotti per mano fascista. Tra queste iniziative, la riapertura delle Casa Museo Matteotti a Fratta Polesine, nella sua veste rinnovata, è sicuramente uno dei momenti più attesi.

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Il curatore Luca Molinari illustra le linee ed i contenuti del nuovo allestimento museale

Luca Molinari è professore ordinario di Teoria e Progettazione dell’Architettura presso la Seconda Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”.

La Casa Museo di Giacomo Matteotti – sottolinea Luca Molinari – è un luogo centrale nella sua vita e nel suo percorso intellettuale, oltre che nella storia recente del nostro Paese.
Dalla casa natale di Fratta Polesine Matteotti partirà per Roma, eletto deputato socialista; in questa stessa casa la sua salma tornerà il 19 agosto del 1924 per i funerali dopo il rapimento e l’uccisione per mano fascista.

Nella relazione con questa terra e le sue forti contraddizioni sociali Matteotti ha avuto modo di accrescere la sua visione politica ed etica. Negli affetti familiari e nel rapporto con la moglie Velia è avvenuta la sua maturazione intellettuale ed emotiva. Nella casa di Giacomo Matteotti possiamo così condensare tutti gli elementi che consentono di leggere in maniera piena la sua figura, offrendo al visitatore una rappresentazione più ampia della sua umanità e della sua personalità politica. Il nostro obiettivo è stato quello di collegare il suo percorso biografico e intellettuale con l’attualità della sua figura, riconoscendolo come uno dei riferimenti morali necessari per comprendere la nostra storia.

Abbiamo immaginato la sequenza espositiva di Casa Museo Giacomo Matteotti appoggiandoci da una parte all’impianto della casa esistente e dall’altra a una suddivisione tematica che offra al visitatore una lettura più completa, trasversale e coinvolgente del suo personaggio.

La struttura della casa guida il pubblico secondo un percorso che comincia con il giardino, dove sono state potenziate le sedute e l’accoglienza, e il piano terra, che ha il compito d’introdurre alla storia personale, intellettuale e politica di Giacomo Matteotti e del Paese tra fine Ottocento e gli anni Venti del Novecento, oltre che al Polesine e all’influenza che questa terra avrà sulla sua formazione.

Il primo piano, organizzato intorno al soggiorno e alle stanze da letto, offre il racconto più privato e domestico della famiglia Matteotti, dalla moglie Velia ai figli, fino ai genitori.

La sequenza culmina nel secondo livello in cui il visitatore è accompagnato nella storia dell’assassinio, delle responsabilità politiche e dei funerali avvenuti a Fratta Polesine. Intorno a questo evento, alcune testimonianze contemporanee hanno il potere di legare la figura di Matteotti al nostro presente. Video, immagini, voci, materiali originali e riproduzioni sono state selezionate per offrire a chiunque l’immediata comprensione della storia di Matteotti e la sua importanza.

Uno dei rimpianti legati alla figura di Matteotti è quello di non avere alcuna registrazione sonora dei suoi discorsi pubblici a causa della censura attivata dal fascismo. La Casa Museo sembrava aver perduto la voce e il calore di un luogo abitato da un importante gruppo familiare. Una delle novità che abbiamo voluto sviluppare all’interno del nuovo allestimento è stata quella di riportare voci e suoni, capaci di aumentare la qualità emotiva e conoscitiva dei visitatori.

Ogni piano serba in alcune stanze la sorpresa sonora che darà forma alle lettere private e ad alcuni scritti politici di Matteotti. La sequenza di voci culmina nel secondo piano, dove in tre stanze perimetrali degli specchi “magici” raccontano dell’attualità di Matteotti e del suo pensiero.

La senatrice a vita Liliana Segre, con un intervento video realizzato per l’occasione, invita a comprendere l’importanza della vicenda di Matteotti per il nostro presente. Con lei, la storica Michela Ponzani racconta dei diversi processi legati al tragico evento e all’importanza della verità documentaria, Christian Raimo dell’urgenza di mantenere viva la memoria di Matteotti attraverso l’educazione nelle scuole, lo storico Marco Mondini della centralità del momento storico nel ‘900 italiano e il giornalista Concetto Vecchio del valore della testimonianza e della memoria di Matteotti nei luoghi che ha abitato”.

Giorni e orari di apertura:

Dall’8 al 10 giugno dalle ore 9.30 alle 19.00
Dall’ 11 al 14 giugno dalle ore 10.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 19.00
Sabato 15 e domenica 16 giugno orario continuato dalle 9.30 alle 19.00
A seguire sabato e domenica dalle ore 10.00 alle 12.30 dalle 15.00 alle 19.00

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