Rifiuti: dalla Tari alla Tarip, la tariffa puntuale. Che cosa cambia per le famiglie in provincia di Rovigo

Il calendario del porta a porta rimane invariato, ma la Tarip prevede una produzione di secco di poco più di un bidone da 120 litri all'anno per abitante. Chi ne produce di più pagherà di più e probabilmente differenzia male i rifiuti

ROVIGO – In maniera congiunta il Consiglio di bacino rifiuti ed il gestore Ecoambiente hanno presentato i dettagli del passaggio alla Tariffa puntuale Tarip nell’alto Polesine e nella città di Rovigo.

A partire dal 1 aprile 2023 saranno 21 i comuni che passeranno al nuovo sistema tariffario: Badia Polesine, Bagnolo di Po, Bergantino, Calto, Canda, Castelguglielmo, Castelmassa, Castelnovo Bariano, Ceneselli, Ficarolo, Fiesso Umbertiano, Gaiba, Giacciano con Baruchella, Lendinara, Melara, Occhiobello, Pincara, Salara, Stienta, Trecenta ed il Comune di Rovigo, che rappresentano oltre il 51% degli utenti. A questi faranno seguito tutti gli altri comuni della Provincia di Rovigo nel 2024.

Una delle principali novità è che la tariffa è applicata e riscossa dal Ecoambiente e non dai Comuni, quindi già dal 2023 i cittadini riceveranno le bollette direttamente dal gestore e avranno a disposizione gli sportelli di Ecoambiente per ogni interlocuzione in merito.

Ecoambiente ha predisposto una serie di risposte a domande frequenti per illustrare meglio all’utenza i dettagli di un regolamento molto complesso che deriva da un testo adottato dall’assemblea di bacino lo scorso 30 nov 2022 che vorrebbe seguire una maggiore equità nella distribuzione dei costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti prodotti sia dalle utenze domestiche, che quelle commerciali.

3 i punti cardine del regolamento della nuova Tarip

Tariffa unica per tutti i comuni del piano d’ambito. Si condive la stessa struttura di costi. Stesso approccio tariffario rispettando la peculiariatà dei servizi aggiuntivi richieste dai singoli comuni. Quello polesano è il secondo esempio di tariffa unica dopo i comuni aderenti al consiglio di bacino Priula nel trevigiano ed uno dei primi in Italia.

Iniziale sterilizzazione dei conferimenti del primo trimestre. Si comincia a contare le prese, solo della frazione secca indifferenziata, a partire dal 1 aprile 2023 perché le tariffe sono ancora in fase di ultimazione

Il costo del servizio per ogni singola utenza comprende una quota fissa ed una parte variabile che viene applicata per le prese extra rispetto ad un numero di svuotamenti minimo su base annua pari al numero dei componenti del nucleo familiare, o dell’utenza servita, + 2 riferiti solo al bidone della frazione secca indifferenziata del rifiuto.

Un cambiamento importante di logica tariffaria che persegue il concetto del “chi più inquina più paga” considerando inquinante solo la frazione indifferenziata del rifiuto destinata alla discarica o alla termovalorizzazione. Le altre componenti come vetro, plastica, metalli, carta, sono destinate al riciclo e producono valore.

Per il verde è stato lanciato il progetto Equo Verde in cui si paga il servizio in maniera forfetaria in funzione di quanto si produce; chi non lo produce, non paga nulla essendo un servizio di raccolta porta a porta a richiesta che prevede un costo di 35 euro annui a bidone consegnato a casa. Rimane gratuito il conferimento del verde in ecocentro.

L’amministratore delegato di Ecoambiente Adriano Tolomei sottolinea come la comunicazione sia un canale importante per aumentare la consapevolezza dei comportamenti. “Abbiamo attivato sportelli e risorse umane impiegate sul territorio per essere vicini all’utenza.

Stiamo seguendo tutte le direttive di Arera, dalla tariffa unica, alla possibilità del compostaggio domestico, all’indirizzo di mettere a rete i servizi per fare massa critica, fino all’obiettivo di arrivare ad almeno l’80% di differenziata di qualità. I comportamenti degli utenti devono essere continui, efficaci e di qualità.

Abbiamo già superato il 68% di media provinciale di differenziata, stiamo ultimando i conteggi dell’anno e spero di annunciare un 70%. Gli obietti sono il raggiungimento dell’80% nel 2024 e da piano regionale veneto dell’84% entro il 2030”.

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Come funziona la Tarip

La Tarip, è un sistema di calcolo della Tariffa che, rispetto alla Tassa precedente, non si basa più solo sui metri quadrati dell’immobile e sul numero di occupanti, ma soprattutto su quanti rifiuti non differenziati (secco residuo) sono stati prodotti da ciascuna utenza, domestica e non domestica.

Nello specifico, la Tariffa è costituita da due parti principali: una quota fissa che copre i costi generali del servizio e una quota variabile. Quest’ultima, cresce con l’aumentare degli svuotamenti del contenitore del secco residuo o con i conferimenti presso i contenitori stradali dotati di apertura controllata, modalità quest’ultima che vale solo per gli utenti del centro storico di Rovigo che sono dotati di eco tessera.

In particolare, per quanto riguarda le utenze domestiche, con la tariffa puntuale il calcolo risulta indipendente dalla superficie della abitazione e dipende invece sostanzialmente dal numero dei componenti della famiglia e dai loro comportamenti che si rilevano dal conteggio degli svuotamenti del secco residuo, dalla eventuale adesione al compostaggio domestico e infine dalla richiesta di adesione al servizio Equo Verde per l’utilizzo di contenitori carrellati, da utilizzarsi per la raccolta del verde.

Tutti gli utenti sono comunque tenuti a pagare, secondo la legge ed il Regolamento approvato dal Consiglio di Bacino, un numero di conferimenti (svuotamenti) minimi del contenitore del secco non riciclabile.

In numero di vuotamenti minimi dipende dal numero di persone che compongono il nucleo famigliare, pertanto:

Per gli utenti che possiedono il contenitore grigio dedicato con le ruote, di volumetria da 120 litri (la maggioranza dei cittadini-utenti), gli svuotamenti minimi saranno i seguenti:

Per gli utenti che possiedono il contenitore grigio dedicato da 30 litri gli svuotamenti minimi saranno i seguenti:

Infine, per gli utenti che devono conferire il rifiuto indifferenziato nei cassonetti stradali dotati di calotta volumetrica, avente una capienza di 20 lt. (apribili solo utilizzando la eco tessera abbinata all’utenza), le soglie minime sono le seguenti:

Il costo per ogni conferimento eccedente quelli minimi previsti per ogni tipologia di contenitore sarà definito nelle prossime settimane dall’assemblea del Consiglio di Bacino

La Tariffa puntuale, per quest’anno di prima attivazione anche per consentire la necessaria informazione ai cittadini, entrerà in vigore a partire dal 1 aprile 2023. Gli svuotamenti del contenitore grigio per il secco residuo o l’utilizzo della calotta volumetrica in Comune di Rovigo, effettuati prima del 1 aprile, non saranno conteggiati per la quantificazione della Tariffa 2023.

Nell’occasione, Ecoambiente ha fornito alcuni significativi dati relativi all’andamento dei conferimenti di secco residuo nei 21 Comuni che passeranno al nuovo metodo tariffario e che stanno già utilizzando i contenitori appositamente dedicati a questo scopo, distribuiti nei mesi scorsi.

Il dato che emerge è un vistoso calo della produzione del rifiuto secco indifferenziato, con una media pari a -17% confrontata con la produzione del 2021, pari ad una riduzione di circa 2135 tonnellate. Vi sono alcuni Comuni come Ceneselli e Salara che hanno raggiunto punte ragguardevoli pari a -28% ed altri come Melara, Giacciano con Baruchella, Bagnolo di Po, Calto e Castelmassa la cui riduzione è arrivata a superare il -20%.

Anche nel Comune di Rovigo, per il quale si sta terminando in questi giorni la riorganizzazione del servizio di raccolta, si stanno registrando confortanti dati di riduzione del rifiuto secco indifferenziato. I dati disponibili del secondo semestre 2022 confrontati con lo stesso periodo dell’anno precedente, dimostrano una riduzione della produzione del secco pari a 769 tonnellate pari al -15,1%. Dati che, se si consolideranno nei mesi successivi lasciano intravvedere il raggiungimento dell’obbiettivo della raccolta differenziata almeno dell’80%.

Nel frattempo, in questi Comuni, prosegue la campagna di informazione e raccolta delle adesioni al servizio Equo Verde, che ricordiamo essere il nuovo servizio di raccolta a domicilio della frazione verde con bidoni carrellati da 240 litri, che sostituiranno i pesanti sacchi del verde fino ad ora utilizzati che rappresentano un potenziale rischio per la salute degli operatori addetti alla raccolta e per il decoro urbano. L’adesione al servizio comporta un costo forfettario di 35 euro all’anno a fronte dei quali viene garantita la consegna del contenitore a domicilio, un numero di 42 svuotamenti annuali come previsti dal calendario di raccolta ed il ritiro di 5 fascine aggiuntive per ogni turno di raccolta e per ogni contenitore posseduto, oltre all’eventuale sostituzione del contenitore in caso di rotture.

Fino ad ora, sono oltre 6000 i bidoni carrellati prenotati dai cittadini-utenti, dei quali più del 60 % lo hanno richiesto utilizzando l’APP Junker. Nelle prossime settimane i bidoni verranno consegnati a tutti i richiedenti.

Le FAQ predisposte da Ecoambiente e dal Consiglio di Bacino Rovigo

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