La parlamentare del Partito Democratico denuncia il mancato via libera a una proposta che chiedeva criteri nazionali per garantire compensazioni economiche più eque ai territori che ospitano impianti strategici come il terminale al largo delle coste polesane.
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ROVIGO – Il Governo ha respinto un intervento ritenuto fondamentale per riaprire il capitolo delle compensazioni destinate ai territori che ospitano impianti di rigassificazione, come il Polesine. È quanto denuncia l’onorevole Nadia Romeo, parlamentare del Partito Democratico, dopo il no all’ordine del giorno con cui chiedeva di prevedere una quota minima parametrata al valore dell’infrastruttura e un contributo commisurato ai volumi di gas effettivamente immessi nella rete nazionale.

Una risposta negativa che, secondo la deputata, rappresenta un duro colpo per il territorio polesano.

“Con questo ordine del giorno abbiamo posto una questione di equità”, afferma Nadia Romeo. “Quando un territorio ospita un’infrastruttura strategica per la sicurezza energetica dell’Italia è giusto che una parte del valore prodotto ritorni a quella comunità attraverso compensazioni adeguate e trasparenti. Il caso dell’Adriatic Lng, al largo delle coste del Polesine, è emblematico”.

La parlamentare ricorda come il terminale rappresenti un’infrastruttura strategica per il Paese. “Parliamo del principale terminale di rigassificazione italiano. Nel 2024 ha immesso nella rete nazionale 8,7 miliardi di metri cubi di gas naturale, soddisfacendo circa il 15% della domanda italiana e gestendo circa il 60% di tutto il Gnl rigassificato nel nostro Paese. Anche nel 2026 continua a rappresentare uno dei pilastri della sicurezza energetica nazionale. Numeri che dimostrano il ruolo essenziale di questa infrastruttura per famiglie, imprese e sistema produttivo”.

Secondo Romeo, però, a fronte di questo ruolo strategico le ricadute economiche sul territorio sarebbero insufficienti. “Per l’incremento della capacità autorizzata dell’impianto il territorio ha ottenuto una compensazione di appena 2 milioni di euro in cinque anni. Una cifra che appare difficilmente proporzionata al valore strategico dell’opera. Non chiediamo di mettere in discussione i rigassificatori, ma di riconoscere il contributo delle comunità che li ospitano”.

La deputata sottolinea inoltre come l’attuale normativa, la legge n. 239 del 2004, affidi la definizione delle compensazioni alla contrattazione tra il proponente e gli enti territoriali, con il risultato di generare importi molto differenti e spesso non coerenti con l’importanza delle infrastrutture.

“Per questo avevamo chiesto al Governo di introdurre criteri nazionali uniformi, prevedendo una quota minima rapportata al valore strategico dell’impianto e una quota variabile legata ai volumi di gas effettivamente immessi nella rete nazionale, destinando tali risorse a interventi di sostenibilità ambientale, efficientamento energetico e sviluppo dei territori. Non era una proposta contro le infrastrutture energetiche, ma una proposta per una maggiore giustizia territoriale”.

Infine, la dura critica all’Esecutivo. “Purtroppo, ancora una volta viene penalizzato il nostro Polesine. Ancora una volta questo Governo e questa maggioranza si defilano quando si deve passare dalle parole ai fatti. È una scelta che priva il nostro territorio di un’opportunità concreta di sviluppo e di un giusto riconoscimento per il contributo che offre alla sicurezza energetica nazionale”, conclude Nadia Romeo.


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