Ritorna il Festival Biblico in Polesine 

18ª edizione del Festival Biblico dal 5 all’8 maggio Adria, Badia Polesine e Occhiobello dal 13 al 15 maggio a Rovigo

ROVIGO – Se l’emergenza sanitaria sembrava in via di superamento, dopo tante limitazioni, un nuovo inspiegabile scenario di guerra evidenzia l’esigenza di interpretare questa realtà così complessa. Con questo intento si apre l’edizione 2022 del Festival Biblico, il cui titolo sarà: E vidi un nuovo cielo e una nuova terra” (Ap 21,1). 

Nel contesto che oggi stiamo vivendo, saper vedere il “nuovo” è compito di tutti, in particolare di chi si occupa di formazione e cultura. Gli incontri e le proposte in programma dal 5 all’8 maggio nelle sedi di Adria, Badia Polesine e Occhiobello e dal 13 al 15 maggio a Rovigo, avranno come tema centrale la ricerca di senso in questo tempo incerto, per rifondare la speranza, personale e collettiva.

In tutte le sedi del festival, il programma è stato pensato avendo come riferimento le seguenti “linee guida”:    

1.la lettura del libro dell’Apocalisse, il libro della Bibbia che farà da riferimento per la nuova edizione del Festival Biblico 2022.  Apocalisse non significa “catastrofe”, ma “rivelazione”. Non è quindi un libro per profeti di sventura. Non annuncia catastrofi o sconvolgimenti, ma è un invito ad andare oltre le apparenze, per scoprire nell’esistente segni di speranza e novità. Chi ha scritto l’Apocalisse non era uno storico, ma un sognatore e il suo intento era di svelare l’esistenza di una realtà più profonda, che ancora non si conosce. Questo libro è un forte appello ad alzare lo sguardo, a vivere quanto sta avvenendo nella storia presente scommettendo sul futuro, sulla possibilità di immaginare un mondo diverso. 

Ci aiuteranno a svelare la ricchezza di questo libro soprattutto gli incontri con biblisti e teologi. Nel programma di Rovigo si segnala, in particolare, la presenza dei biblisti Padre Ricardo Perez, intervistato dalla giornalista Luce Tommasi, e Giuseppe Casarin, in dialogo con Arianna Prevedello. 

Un’altra linea guida di riferimento per la costruzione del programma è la ricerca del dialogo tra scienza e fede, nella consapevolezza che una nuova speranza può nascere dal confronto tra sguardi diversi sul mondo. Ad aprire il festival a Rovigo sarà il fisico Roberto Battiston, già presidente dell’Agenzia spaziale italiana, in un doppio dialogo con il teologo Giorgio Bonaccorso, venerdì 13 maggio: nel tardo pomeriggio sul rapporto tra conoscenza, fede e speranza; alla sera, presso l’Osservatorio Astronomico “Vanni Bazzan”, con una meditazione condivisa sul tema della speranza. Sempre sul rapporto tra scienza e fede, sabato 14 maggio ci sarà un incontro con lo statistico Roberto Volpi e il teologo Simone Morandini, sulla ragionevolezza della fede e della speranza. 

Creando una forte connessione con il linguaggio dell’Apocalisse, abbiamo scelto di investire molto sul linguaggio simbolico: per andare oltre i limiti delle parole, incapaci di esprimere la complessità della realtà, imparando dalle immagini e dai segni, parti costitutive di qualsiasi esperienza di apprendimento. Il linguaggio simbolico ha la forza di riunire le persone e farle riscoprire comunità. Tante e diverse le proposte artistiche in programma, alcune di artisti e gruppi teatrali locali, altre di artisti di fama nazionale, come Marta Cuscunà, apparsa più volte in RAI, che con i suoi “corvi meccatronici” ci racconterà della caduta dell’umanità nell’orrore della guerra.

Altro riferimento del programma è lo schierarsi per il bene comune: vogliamonarrare storie di persone e comunità schierate, con coraggio e responsabilità, dalla parte del bene comune. 

Racconteremo esperienze passate, con Gianpaolo Romanato e la storia delleRiduzioni gesuite” del Paraguay, che furono un originale esperimento sociale, un importante evento politico e un singolare esempio di evangelizzazione. Ma anche esperienze che si stanno vivendo oggi nel nostro tempo, grazie alla presenza di Emilio Casalini, giornalista e conduttore della trasmissione televisiva “Generazione Bellezza”, al quale abbiamo chiesto non solo di raccontare storie di gruppi e comunità che in Italia hanno saputo schierarsi dalla parte del bene comune, ma anche di aiutarci a valorizzare l’esperienza locale del cinema teatro Duomo, riaperto dopo 15 anni, che sta diventando dopo solo un anno di apertura un teatro di comunità per la nostra città. 

Non mancheranno racconti sulla guerra in Ucraina, con Giorgio Cella, che ci aiuterà ad analizzare i fenomeni che hanno portato alla guerra in corso.

Chiuderà il programma degli incontri il direttore generale del Censis, Massimiliano Valerii, che proporrà: “Il contagio del desiderio”, come via per rimettere in moto la speranza.

Per coerenza con queste linee guida, abbiamo scelto di proporre unfestival “mite nella forma”, allestendo dal punto di vista logistico contesti accoglienti e attenti alle persone, adattando i luoghi alle diverse proposte. Chiuderemo il festival, la sera di domenica 15 maggio, nella piazza principale della città, con un concerto del coro gospel “Joy Singers”.

Anche le sedi in provincia di Rovigo hanno costruito un programma reinterpretando le stesse “linee guida”. Ad esempio, ad Adria gli incontri saranno centrati sui “visionari del presente”, a partire dall’incontro con il vescovo di Ferrara-Comacchio Mons. Gian Carlo Perego, presidente di Fondazione “Migrantes”, che interverrà sul tema delle migrazioni e su come le emergenze di oggi, dell’Afghanistan e dell’Ucraina, hanno accentuato il bisogno di fraternità universale.

A Badia Polesine e Occhiobello grande risalto alla lettura del libro dell’Apocalisse, sia con l’aiuto di biblisti, sia con letture comunitarie di interi capitoli del libro. La lettura del libro dell’Apocalisse ha ispirato la realizzazione di mostre di opere d’arte,di concerti, dicamminate contemplative, per ritrovare insieme la forza di una visione di speranza.

Il Festival Biblico, avviato 18 anni fa a Vicenza, è un progetto regionale promosso da Diocesi di Vicenza e Società San Paolo al quale aderiscono le Diocesi di Verona, Padova, Adria-Rovigo, Vittorio Veneto, Treviso. Nella provincia di Rovigo il festival è organizzato dalla diocesi di Adria-Rovigo.

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