Rovigo, corso di formazione su cambiamenti climatici e adattamento

Venerdì 28 a partire dalle 9 nella sede di via Badaloni 2, il corso è rivolto ai giornalisti ma è aperto al pubblico fino ad esaurimento dei posti

ROVIGO – Sempre più spesso eventi atmosferici estremi portano alla nostra attenzione gli effetti devastanti del cambiamento climatico in corso: nel nostro paese, secondo un recente studio dell’Enea, oltre il 90% dei comuni e oltre 8 milioni di abitanti sono a rischio a causa di eventi quali inondazioni (6,9 milioni di abitanti) e frane (1,3 milioni di abitanti); nel 2023 l’Osservatorio Città Clima di Legambiente ha registrato 378 eventi climatici estremi, con un aumento del 22% rispetto al 2022. Tutto questo ci richiama alla necessità e all’urgenza di studiare, mettere a punto e comunicare delle radicali strategie di adattamento (oltre che di mitigazione).

Si muove in questa direzione  il “Corso di formazione su cambiamenti climatici e adattamento”, promosso congiuntamente dall’Università di Padova e dall’Ordine dei giornalisti del Veneto per mettere a disposizione degli addetti all’informazione ma anche dei tecnici, dei politici e del pubblico generalista le competenze in materia degli studiosi dei dipartimenti “Territorio e Sistemi Agro-Forestali” e “Geoscienze” dell’ateneo patavino.

Lo scopo dell’iniziativa, che si svolgerà venerdì 28 a partire dalle 9 nella sede del “Centro Studi sugli impatti dei cambiamenti climatici” dell’ateneo patavino, a Rovigo, in via Badaloni 2, è promuovere un’informazione corretta ed esaustiva su questi fenomeni ma anche fornire indicazioni concrete sulle misure da utilizzare per la mitigazione del rischio e per un efficace adattamento al cambiamento climatico in atto.

Nel primo intervento il Prof. Francesco Comiti, del Dipartimento di Territorio e Sistemi Agro-Forestali dell’Università, affronterà il tema “Cambiamento climatico e processi geomorfologici in bacini alpini”: dallo studio citato emerge che circa il 50% dei 247 comuni italiani in cui si è registrato almeno un decesso a causa di eventi atmosferici estremi è costituito da centri montani o poco abitati, dove il rischio di mortalità è associato anche alla fragilità intrinseca dei territori e alle difficoltà degli interventi di soccorso. Nel secondo intervento il Prof. Nicola Surian, Direttore del Dipartimento di Geoscienze, parlerà invece degli “Impatti del cambiamento climatico sulla dinamica dei corsi d’acqua e sul rischio alluvionale”: a questo proposito la Regione Veneto ha calcolato in 270 milioni di euro il danno provocato al solo patrimonio pubblico (opere di difesa idraulica in primis) dalle inondazioni provocate dall’ondata di maltempo che ha infierito sul Veneto tra il 17 e il 22 maggio scorsi.

Il corso (gratuito) è rivolto ai giornalisti ma è aperto al pubblico fino ad esaurimento dei posti.

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