Rovigo, sposta l’ambulanza intervenuta per un’emergenza per non aspettare in coda

Incredibile episodio segnalato dall’ex consigliere comunale Marco Venuto che ha assistito a tutta la scena in centro a Rovigo 

ROVIGO – “La prepotenza, la maleducazione e la sfacciataggine non conoscono confini”.

Sono le parole di Marco Venuto, ex consigliere comunale e vice presidente delle Posse rossoblù, che ha assistito a tutta la scena

Teatro di quanto accaduto il corso del Popolo di Rovigo, erano circa le 9 di sabato 10 febbraio, quando è stato chiesto l’intervento del Suem 118 per un’emergenza in un appartamento di una palazzina vicina all’ex Catasto.

L’ambulanza, non trovando parcheggio, e vista l’urgenza, si è fermata momentaneamente impedendo la normale circolazione. Gli operatori sono corsi su per le scale della palazzina per soccorrere un’anziana signora, inevitabilmente si è generata una lunga coda in corso del Popolo, ma per qualcuno l’attesa era troppo lunga.

“In quel momento l’incredibile – commenta Marco Venuto, che aveva appena preso un caffè nel bar di fronte alla palazzina –  un signore è salito sull’ambulanza, mentre il personale era nell’abitazione, e l’ha spostata di 50 metri per poter passare con il proprio mezzo”.

Non solo, uno degli operatori del Suem, una volta sceso per recuperare dell’attrezzatura, ha dovuto fare una doppia manovra per poter ritornare nella posizione precedente per poter caricare la paziente in tutta sicurezza. Il tutto è avvenuto sotto la pioggia battente. Pazzesco.

2 Comments
  1. Commento a “Rovigo, sposta l’ambulanza”: beh, dov’è il problema? Si revoca la patente al prepotente, lo si multa, gli si sequestra l’auto e lo si sbatte dentro per qualche giorno. Chiunque egli sia, sindaco, assessore, Presidente della Repubblica, zingaro o persona comune.

  2. Basta guardare i posti riservati ai bus e nel caso ai mezzi di soccorso e polizia…mai una volta che siano liberi, specialmente in stazione FS. Capita che un disabile debba prendere l’autobus deve prima fare i conti con le barriere dell’ignoranza.

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