Il 24 maggio a Rovigo un concerto che attraversa sette secoli di musica sacra europea. Dal gregoriano alla grande stagione barocca 
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ROVIGO – Il prossimo 24 maggio 2026 la storica cornice di San Bortolo diventerà il palcoscenico di un evento musicale di particolare rilievo culturale: “Antiche Armonie di Pace”. Un concerto che si propone come un vero e proprio percorso attraverso sette secoli di storia della musica sacra occidentale, restituendo attenzione a un patrimonio spesso dimenticato, in particolare quello legato alle cosiddette “muse invisibili” della tradizione conventuale.

L’iniziativa, affidata al Vincenzo Ferrari Consort, propone una lettura della musica come linguaggio universale della pace. In un tempo segnato da fratture e tensioni, il programma sottolinea come l’armonia non nasca dall’uniformità, ma dalla convivenza ordinata delle differenze. Ogni voce, ogni timbro, ogni linea melodica contribuisce a un equilibrio più ampio, in cui la diversità diventa valore fondante.

La riscoperta della musica barocca claustrale assume in questo contesto un significato particolare. Le compositrici attive nei conventi tra XVI e XVII secolo operarono infatti in condizioni di isolamento fisico, ma riuscirono a sviluppare una sorprendente libertà creativa. Le grate e le clausure, che ne limitavano la visibilità, non impedirono la nascita di un linguaggio musicale di grande raffinatezza espressiva e intensità spirituale.

Un programma in tre tappe storiche

Il concerto si articola in tre grandi momenti, che attraversano l’evoluzione della musica sacra europea:

1. Medioevo: le origini del sacro
L’apertura è affidata al canto gregoriano del Salve Regina, seguito dalle prime forme polifoniche del Codex Sangallensis e dalle innovazioni di Guillaume Dufay, figura chiave del passaggio verso il Rinascimento.

2. Rinascimento e primo Barocco: la voce delle compositrici
In questa sezione emergono accanto a Claudio Monteverdi autrici come Caterina Assandra e Lucrezia Orsina Vizzana, protagoniste di una stagione musicale di straordinaria ricchezza. Il Duo Seraphim dell’Assandra rappresenta uno dei momenti più significativi del programma, per intensità espressiva e complessità tecnica.

3. Seicento: l’apice dell’espressività barocca
La parte finale è dedicata a Maria Xaveria Peruchona, Isabella Leonarda e Sisto Reina, con brani che esaltano la dimensione teatrale e spirituale della musica sacra, dal Gaude Plaude all’Ave Regina Coelorum.

Particolare attenzione è riservata alle figure di Isabella Leonarda e Maria Xaveria Peruchona, entrambe legate al Collegio di Sant’Orsola a Novara. Le loro opere rappresentano oggi una delle riscoperte più significative della musicologia barocca femminile.

Isabella Leonarda, spesso definita la “Musa Novarese”, fu tra le compositrici più prolifiche del Seicento europeo, con un catalogo di circa duecento opere. Maria Xaveria Peruchona, invece, pubblicò giovanissima una raccolta che ancora oggi colpisce per varietà e intensità espressiva.

In un contesto storico in cui alle donne era spesso concessa una scelta limitata tra matrimonio o clausura, il convento si trasformò in alcuni casi in uno spazio inatteso di formazione e produzione artistica. Un luogo di restrizione fisica, ma anche di straordinaria libertà intellettuale e musicale.

Le pratiche esecutive dell’epoca, documentate nei trattati musicali seicenteschi, mostrano come il contrappunto e la gestione delle dissonanze fossero interpretati come riflesso di un ordine superiore, quasi metafisico. La musica, eseguita dietro le grate dei conventi, diventava così esperienza di ascolto puro, svincolata dall’immagine.

Portare queste pagine musicali a San Bortolo significa oggi restituire visibilità a un patrimonio che già nel 1703 Sébastien de Brossard definiva esempio di “somma grazia e dottrina”. È anche un modo per riaffermare il valore della musica come strumento di dialogo, equilibrio e pace, capace di attraversare i secoli e parlare al presente.

DETTAGLI DELL’EVENTO

Data: 24 maggio 2026
Luogo: San Bortolo
Ensemble: Vincenzo Ferrari Consort
Direttrice: M° Patrizia Arduini

Solisti: Monica Valentini, Jenny Carità
Soprani: M. Valentini, P. Rossato, R. Borin, N. Agnesini, J. Carità, S. Celio
Contralti: A.M. Gava, N. Kosyeva, C. Castaldello, R. Castaldello

 

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