Sanità. Al via in Veneto nuovo corso di medicina generale 

Nel prossimo quadriennio il Veneto metterà a disposizione circa 800 camici bianchi. Tra pensionamenti e fuga verso il privato c’è bisogno di dare risposte ai cittadini

VENEZIA – Ha preso il via al padiglione Rama di Mestre, alla presenza dell’Assessore alla Sanità Manuela Lanzarin, il XIX Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale. In formazione 131 Medici, suddivisi in 6 classi e seguiti da 12 tutor Mentori di Classe.

Attualmente nella Scuola della Fondazione Scuola di Sanità Pubblica sono attivi 4 corsi: XV Corso: 43 iscritti, XVI Corso: 116 iscritti, XVII Corso: 254, XVIII Corso: 186, XIX Corso: 131, per un totale di 730 prossimi Medici di Medicina generale.

I prossimi esami di stato saranno ad aprile 2024 – 29 medici andranno ad esame; a settembre, saranno circa un centinaio i camici bianchi ad andare ad esame.

La deliberazione della Regione prevedeva 203 posti per la formazione del triennio 2023-2026. Il corso sarà coperto per 137 posti con il Fondo sanitario nazionale e per 66 posti con finanziamento PNRR.

Nel prossimo quadriennio il Veneto metterà a disposizione circa 800 camici bianchi. 

“Mi fa molto piacere vedere questa sala così piena – ha detto Lanzarin rivolgendo il saluto della Regione ai corsisti –   188 posti disponibili per dare una nuova linfa, nuove risorse, nuovo capitale umano in un settore che rappresenta sicuramente quella che è la sfida del futuro: l’integrazione ospedale- territorio.

 “Quando si parla di territorio – ha aggiunto – si parla di un investimento importante rispetto al passato, da una visione “ospedale centrica” ci si sta spostando verso il territorio perché sono cambiati i bisogni dei cittadini e la medicina di prossimità è importante per dare risposte ad una popolazione che sta invecchiando e che ha una maggiore aspettativa di vita, con conseguente aumento della cronicità.

 “Stiamo vivendo un momento di grandi investimenti, legati al Pnrr e la Medicina Generale diventa il fulcro centrale di un sistema coordinato – ha concluso Lanzarin –  ma con un filo conduttore unico, dove l’assistito deve rimanere al centro e i servizi devono ruotare per dare risposte mirate. Il mio augurio a voi medici è che vi possiate innamorarvi di questa professione. Vi daremo tutti gli strumenti per poter esercitare al meglio la vostra professione”.

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