Sesso, genere, gender e transgender, se ne parla all’Arci

Sabato 26 novembre alle 17, in viale Trieste a Rovigo, riflessioni di Antonella Bertoli nell’ambito della Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne

ROVIGO – In concomitanza con la Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne, l’Arci organizza una conferenza, nella propria sede, alle ore 17,00, (e non 17,30 come precedentemente annunciato) sul tema della discriminazione sessuale e sulla violenza che colpisce non solo le donne, ma anche le persone che si discostano dalla cosiddetta normalità, assumendo comportamenti e sembianze di tipo diverso. 

La riflessione di Antonella Bertoli parte dal fatto che il termine “genere” è diventato una categoria politica, costruita culturalmente, a differenza del termine sesso che sembra essere connaturato alla biologia e al fatto di nascere con caratteristiche maschili o femminili. Originariamente intesa come ciò che avrebbe messo in discussione l’idea che la biologia sia un destino, la distinzione tra sesso e genere serve a sostenere la tesi che, mentre il sesso dal punto di vista biologico è variamente resistente, il genere è costruito culturalmente: di conseguenza il genere non è il risultato causale del sesso, né ha, pare, la stessa fissità. Portata alle sue estreme conseguenze logiche, afferma Bertoli, la distinzione tra sesso e genere suggerisce una radicale discontinuità tra corpi sessuati e generi culturalmente costruiti. Pur assumendo provvisoriamente la stabilità del binarismo sessuale, non ne consegue che la costruzione degli “uomini” derivi esclusivamente da corpi di sesso maschile o che il termine “donne” interpreti solo corpi di sesso femminile. Di qui l’interpretazione si allarga fino a comprendere come le persone possono essere “fluidamente” sessuate: le Associazioni LGBT+ Queer fanno fatica a farsi accettare dalla società e sono oggetto di discriminazione e violenze continue.

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