Sociale. Veneto, contributi ai caregiver per oltre 2 milioni di euro 

Una conferma di quanto è stato portato avanti negli ultimi anni in questo ambito; il finanziamento va ad aggiungersi, infatti, ai 9.232.560,85 di euro, erogati dal 2021 a oggi

VENEZIA – La Giunta regionale del Veneto, su proposta dell’assessore alla Sanità ed alle Politiche sociali, Manuela Lanzarin, ha approvato la delibera nella quale vengono stabiliti gli indirizzi di programmazione per l’attuazione degli interventi a sostegno del ruolo dei caregiver familiari. Il provvedimento stanzia contributi per un ammontare complessivo di 2.074.922 euro. Una conferma di quanto è stato portato avanti negli ultimi anni in questo ambito; il finanziamento va ad aggiungersi, infatti, ai 9.232.560,85 di euro, erogati dal 2021 a oggi.

L’atto di programmazione, per quanto riguarda il fondo prevede due linee d’intervento. La prima con 1.849.922,00 euro a sostegno dei caregiver (sono stabiliti criteri di assegnazione che tengono contro anche della situazione economica dell’assistito) che seguono persone in condizione di disabilità gravissima considerando i fenomeni di insorgenza anticipata, la seconda con 225.000,00 euro destinati a programmi di accompagnamento, finalizzati alla deistituzionalizzazione e al ricongiungimento del caregiver con la persona assistita. 

“Il provvedimento prosegue sulla linea dell’intervento a sostegno delle famiglie in applicazione dei fondamentali indirizzi di programmazione sociosanitaria della nostra Regione – sottolinea l’assessore Lanzarin -. La Regione, infatti, ha fatto suo un modello di rete integrata dei servizi sociali e socio sanitari ai fini del sostegno delle persone non autosufficienti o con disabilità, delle loro famiglie. In questo quadro interveniamo accompagnando nel corso della vita con un preciso riconoscimento del lla figura del caregiver”. 

“I caregiver, sono figure strategiche che, pur non riconducibili a una formazione professionale, hanno un ruolo non secondario nella rete dei servizi assistenziali e sociosanitari perché sono coloro che consentono la permanenza in famiglia dei non autosufficienti – aggiunge l’assessore Lanzarin -. È per questa peculiarità e importanza che la Regione ritiene vadano sostenuti. Il loro è un ruolo portante che comporta un lavoro pesante che si consuma tra le pareti domestiche con coinvolgimenti sensibili per tutta l’organizzazione familiare a la vita personale”.

“Il nostro modello veneto si basa sull’integrazione fra aree e competenze diverse – conclude Lanzarin -. In questo sistema che coniuga servizi, prestazioni socio-sanitarie e sostegni di tipo economico trova spazio l’azione per sostenere la permanenza a domicilio dell’assistito dove possibile. La famiglia può acquisire questo ruolo prendendosi cura del proprio caro soltanto se non è lasciata sola”.   

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