Dopo il botta e risposta con Cisl, arriva il parere ufficiale della Funzione Pubblica: la pronta disponibilità con chiamata è lavoro straordinario e va tassato al 5%

ROVIGO – Si riaccende lo scontro sindacale sul tema degli straordinari degli infermieri dell’Ulss 5. Dopo la nota polemica della Cisl e la replica immediata di Uil Fpl e Fp Cgil riportata nei giorni scorsi (LEGGI ARTICOLO), arriva ora il parere formale del Ministero della Pubblica Amministrazione, che di fatto conferma la posizione di Cgil e Uil.

A comunicarlo sono gli stessi sindacati, che parlano di un chiarimento “inequivocabile” e che smentisce l’allarme lanciato “in modo affrettato e scorretto” da un’altra sigla.

Cosa dice il Ministero: “La pronta disponibilità con chiamata è straordinario”

La Funzione Pubblica ha risposto a un quesito dell’Agenzia delle Entrate sui compensi per lavoro straordinario nel Servizio sanitario nazionale, richiamando espressamente il contratto del comparto sanità 2019-2021.

In particolare:

  • l’articolo 47 del CCNL stabilisce che rientrano nello straordinario tutte le prestazioni svolte oltre l’orario ordinario;
  • il comma 5 dello stesso articolo include anche il richiamo in servizio dalla pronta disponibilità come ore di lavoro straordinario;
  • l’articolo 44 chiarisce che, in caso di chiamata, le ore diventano lavoro effettivo, quindi retribuito come straordinario.

Di conseguenza, queste prestazioni devono essere tassate con l’Irpef agevolata al 5%, come previsto dal regime speciale per gli straordinari degli operatori sanitari.

Cgil e Uil: “Ora Ulss restituisca quanto trattenuto a novembre”

Il parere ministeriale conferma dunque quanto sostenuto fin da subito da Cgil e Uil: “La pronta disponibilità con chiamata è uno straordinario a tutti gli effetti e quindi agevolabile al 5%”.

Per questo, spiegano i segretari Cristiano Maria Pavarin (Uil Fpl) e Riccardo Mantovan (Fp Cgil), i sindacati chiederanno l’immediata restituzione delle somme trattenute nella busta paga di novembre agli infermieri coinvolti.

Una richiesta che lascia intuire una nuova fase del confronto con l’Ulss 5 Polesana, chiamata ora a ricalcolare gli importi e a riallineare l’applicazione fiscale alla normativa chiarita dal Ministero.

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