Studenti del Primo Levi all’Arsenale della Pace di Torino

La classe ha inoltre colto l’occasione di visitare la città piemontese, con le visite guidate del Palazzo Reale e del Museo Egizio

BADIA POLESINE (Rovigo) – “La bontà è disarmante”, questo è scritto sul muro al centro dell’Arsenale della Pace di Torino, che dal 19 al 23 febbraio scorsi ha accolto la classe 4^A del Liceo Scientifico, indirizzo Scienze Applicate della sede “E. Balzan”  dell’IIS Primo Levi di Badia Polesine, accompagnata dai professori Marzia Melato e Andrea Libanori. 

L’Arsenale della Pace è nato nel 1964 dall’ex Arsenale militare, grazie alla visione di Ernesto Olivero, che ci ha visto l’opportunità di creare uno spazio aperto al dialogo e alla cooperazione, per dare l’occasione alle persone bisognose di riappropriarsi della propria vita, grazie anche a una fitta rete di specialisti, tra cui psicologi e medici, che ogni giorno si affiancano gratuitamente alla struttura. 

La classe, con l’aiuto di volontari propositivi e disponibili, ha svolto alcune delle mille attività e servizi che ogni giorno l’Arsenale propone, quali la scuola di italiano, lo smistamento dei vestiti donati che andranno poi distribuiti in più zone del mondo e l’emporio, un negozio dove alle persone meno abbienti viene data da possibilità di rifornirsi di beni di prima necessità. Tuttavia, non sono stati svolti solo servizi, dato che l’Arsenale è volto anche all’educazione alla pace e alla mondialità, durante la settimana ha proposto attività come la Merenda dei Popoli con altre scuole, un incontro sul tema dell’intelligenza artificiale con i relatori Paolo Benanti e Marco Landi, esperti del settore e una visita guidata alla Basilica di Superga gestita da Sermig. 

La classe ha inoltre colto l’occasione di visitare la città di Torino, con le visite guidate del Palazzo Reale e del Museo Egizio e la visita dei luoghi più caratteristici del posto. “Durante questi cinque giorni, la mia classe ha vissuto un processo di crescita sia a livello individuale che collettivo – commenta Aurora, una studentessa – grazie alle molteplici occasioni di riflessione offerte dagli eventi e dalle persone incontrate si è generata un’esperienza senza eguali. Questo percorso mette davanti ai propri occhi una realtà caratterizzata da sfide, ma anche da speranza e dal desiderio di collaborare.” L’esperienza vissuta si è conclusa con l’occasione di conoscere dal vivo il fondatore, Olivero è un uomo che, nonostante l’età, ha ancora lo spirito di quel ventenne visionario, felice di essere a contatto con persone che vogliono fare del bene anche nel loro piccolo.” 

Soddisfatto anche il Dirigente Scolastico Amos Golinelli “è un bene che le nostre classi possano vivere esperienze come queste, a contatto con una umanità vera, che vive rapporti autentici con le persone in difficoltà, comprendendo che la condizione di bisogno e indigenza ha radici ben più profonde della mera mancanza di beni materiali”.

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