BADIA POLESINE (Rovigo) – All’IIS Primo Levi di Badia Polesine non si sono ancora fermate le attività, perché le classi 3A del Liceo Linguistico e 3B del Liceo delle Scienze Umane stanno partecipando ad una attività afferente ai Pcto a Jesolo. Le studentesse e gli studenti delle due classi, divisi in gruppi, partecipano infatti al progetto “I mosaicidi San Marco. A 1600 anni dal Natale di Venezia” , promosso da Regione Veneto, con Procuratoria della Basilica di San Marco, Miur e il Centro Culturale Terzo Millennio.

“Il progetto prevede – dichiara la prof.ssa Mariagrazia Campioni referente Pcto dell’Istituto – che i nostri studenti e le nostre studentesse illustrino ai visitatori della mostra i materiali esposti, anche in lingua inglese, tedesca, francese e spagnola”. La preparazione della classi è stata lunga e impegnativa: oltre ad incontri con personale esterno esperto di mosaici e di comunicazione di un evento, sono state organizzate lezioni/laboratori in lingua straniera dalle docenti delle due classi e anche di Irc per recuperare i significati dei simboli sacri rappresentati. Nel mese di maggio i ragazzi e le ragazze sono stati in visita a Venezia per vedere dal vivo i mosaici e poi dal 20 giugno, ogni 10 giorni si avvicenderanno per svolgere la loro attività lavorative fino al 16 luglio. La mostra è allestita presso il Centro Congressi Kursaal di Jesolo ed è visitabile tutti i giorni dalle 18.30 alle 22.30 fino al 15 luglio.
Anche questo progetto, come già altri organizzati dall’Istituto badiese, prevede l’autogestione da parte dei ragazzi e delle ragazze per quanto riguarda i pasti e la pulizia degli ambienti in cui alloggiano. “La mostra allestita con 40 pannelli riproduce l’itinerario iconografico che, a partire dall’atrio, si sviluppa all’interno della Basilica di San Marco di Venezia – prosegue la docente – raccontando la storia del genere umano, partendo proprio dalla creazione di Dio, proseguendo con storie di alcuni uomini e del loro popolo, che culminano con la morte e resurrezione di Cristo. La lettura dei mosaici nel medioevo era certamente più immediata, oggi invece è riservata agli addetti ai lavori; ecco quindi che è stato richiesto ai nostri studenti e alle nostre studentesse di aiutare i visitatori a recuperare la bellezza del mosaico, ma anche il significato che esso comunica, spesso ancora attuale.”

Entusiaste le classi che, dopo mesi di formazione, possono testare sul campo le loro competenze linguistiche e artistiche e anche scoprire quanto possa essere impegnativa sotto più punti di vista la convivenza. “Quella di Jesolo è stata un’esperienza molto utile poiché ho imparato a parlare davanti a un gruppo di persone senza nessun timore – racconta Giulia – e mi ha permesso di mettere in pratica le mie conoscenze sul campo”, “Sicuramente un’esperienza nuova e coinvolgente. – le fa eco Matteo – È stato bello esporre i mosaici ai visitatori e dialogare con loro senza alcuna paura. Se potessi rifarlo, ci andrei sicuramente!”, “ È incredibile come il progetto della mostra abbia impegnato noi alunni per così tanti e lunghi mesi e che ora sia già tutto finito, solo ieri ci avevano presentato tale opportunità. – ci confida Gisaura – Questi nove giorni trascorsi a Jesolo sono stati perlopiù imprevedibili. L’esperienza non è stata come me l’aspettavo, ma nonostante gli alti e i bassi penso di aver compiuto un buon lavoro come guida. Inizialmente, ricoprire questo ruolo mi ha suscitato parecchia ansia, ma subito dopo aver esposto la mia parte la mia paura è svanita completamente.”

Le classi durante il soggiorno sono seguite dalle docenti Arianna Fratti, Virginia Milan, Serena Mazzetto e Mariagrazia Campioni. “Anche questo progetto rappresenta per il nostro Istituto motivo di profondo orgoglio – dichiara il Dirigente Scolastico Amos Golinelli – non solo per il tipo di esperienze, che offre ai nostri studenti e alle nostre studentesse, e per i partner a cui ci siamo affiancati, ma anche perché la sua buona riuscita ha richiesto un impegno consistente da parte di tutte le persone coinvolte; pertanto non posso che ringraziare le docenti che, nonostante il periodo estivo, si sono prestate affinché alle classi fosse possibile partecipare a questo progetto”.
















