Si è conclusa il 17 maggio la prima settimana dell’esperienza PCTO “La scuola per le Dolomiti” che ha visto coinvolta la classe 4BSU dell’IIS Primo Levi di Badia Polesine (Rovigo)
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BADIA POLESINE (Rovigo) – Si è conclusa il 17 maggio la prima settimana dell’esperienza PCTO “La scuola per le Dolomiti” che ha visto coinvolta la classe 4BSU dell’IIS Primo Levi di Badia Polesine, accompagnata dai docenti Chiara Mora e Francesco Giuriolo. Dopo questa classe saranno altre 4 quelle coinvolte, ciascuna dovrà ripulire un tratto del il sentiero che fa da raccordo tra Candide e Gera, nel Comelico Superiore.

L’esperienza, che si colloca all’interno del progetto ideato dalle Scuola Outdoor in Rete (SOIR), di cui l’Istituto badiese è capofila, prevede sia l’attività di ripristino del sentiero, sia lo sviluppo di un progetto di indirizzo e, nel caso specifico, la classe ha trascorso una mattina con i bambini delle prime tre classi dell’IC Santo Stefano di Cadore e Comelico Superiore, coinvolgendoli in giochi in qualche modo attinenti al loro indirizzo di studi: memoria, apprendimento e diritti dell’infanzia. La classe ha alloggiato a Dosoledo, nell’hotel Bellavista, messo a disposizione dalla gentilissima sig.ra Marina e dal figlio Daniele Zandonella, per l’autogestione: ogni classe infatti prima di partire deve elaborare il menù, che provvederà a realizzare in piena autonomia, della settimana per poi procedere alla spesa, in modo tale da non prevedere né sprechi né rimanenze. La classe ha poi potuto ascoltare dalla voce di alcuni anziani del posto che cosa significhi vivere in un territorio gestito attraverso l’istituzione delle “Regole”, nate nel medioevo per garantire la sopravvivenza di tutta la popolazione attraverso la gestione in comune dei boschi e dei pascoli, evolutasi poi nel tempo mantenendo però la rigidità dell’impianto medioevale: solo i maschi possono diventare regolieri. É stato curioso scoprire che a Dosoledo ci sono 5 cognomi in tutto e che per individuare una famiglia in particolare si usano delle specie di nomignoli, che sono aggiunti al cognome stesso; anche questo ha dato l’idea di un territorio difficile da vivere caratterizzato da una organizzazione rigida, in cui è difficile per chi non è nato qui, inserirsi. 

il sentiero prima

Interessante anche la visita al Museo di Storia Locale Algudnei (algu – qualcosa, d nei – di noi), che raccoglie testimonianze della trasformazione della vita di questi piccoli comuni del Comelico Alto, nonché delle tracce lasciate dalla Prima Guerra Mondiale, alla cui scoperta la classe è stata guidata dalla Sig.ra Elvia Zandonella Maiucco. Non è mancata nemmeno un’escurione di 13 km a questi ragazzi: guidati dalla sig. Rosanna Quandel, riferimento per le SOIR in Comelico, sono partiti dal Monte Croce per raggiungere Malga Nemes, posta a quota 1877 metri sul versante orientale della Valle di Sesto, per proseguire fino a Malga Coltrondo, a 1880 metri ai confini della provincia di Belluno con la Val Pusteria (Bz). 

il sentiero dopo

“Queste esperienze richiedono molta organizzazione a scuola per preparare i ragazzi e le attività da svolgere – racconta la prof.ssa Chiara Mora – e anche la fatica, sia fisica sia mentale, non è da sottovalutare; negli anni però mi sono convinta che questa sia una delle esperienze più belle che una scuola può offrire ai suoi ragazzi, che possono stare insieme, imparare ad autogestirsi (gestire la cucina e provvedere alla pulizia degli spazi) e stare a stretto contatto con una natura bellissima”. “È intressante la rete di rapporti che si riesce a costruire con esperienze come questa: c’è il coordinatore in loco, c’è l’esperto della SOIR che ti segue nel lavoro di ripristino del sentiero, c’è la gente del posto che cordialmente ti accoglie e ti fa spazio nella sua piccola comunità e ha voglia di raccontarsi e di farsi conoscere.”

Compiaciuto anche il Dirigente Scolatico Amos Golinelli che commenta “Non sono molti i docenti che si rendono disponibili a seguire i ragazzi in esperienze complesse come questa, anche per loro è necessaria la formazione; ma quelli che lo fanno tornano a casa sempre molto stanchi, ma anche soddisfatti, perché vedono le classi trasformarsi e vivere per una settimana un percorso educativo senza paragoni. Questo progetto è davvero uno dei fiori all’occhiello della nostra scuola”.

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