Tamponi rapidi, rinviati a giudizio il professor Rigoli e l’ex dg di Azienda Zero

Udienza in Tribunale a Padova il 22 febbraio 2024, dopo l’esposto di Andrea Crisanti a processo il professor Rigoli e la dg Simionato 

PADOVA – Del caso si era anche ampiamente occupato la trasmissione Report, in onda su Rai 3 ogni lunedì. Stiamo parlando dei tamponi rapidi, quelli che secondo il professor Andrea Crisanti non erano attendibili.

L’inchiesta è partita proprio da un suo esposto. Crisanti è colui il quale ha fatto scuola sul tracciamento con il celebre “case history” di Vo’ Euganeo, agli albori dell’emergenza Covid-19 e delle zone rosse. La sperimentazione fu compiuta con i tamponi molecolari, gli unici in grado di dare certezze.

Quando la Sanità Veneta, durante la seconda ondata, decise di investire sui tamponi rapidi, più veloci da esaminare rispetto agli approfondimenti da laboratorio, il professor Crisanti mise in guardia dall’utilizzo di questi dispositivi, soprattutto in ambito Rsa, dove ci sono pazienti fragili ed anziani.

L’inchiesta della Procura di Padova ha portato al rinvio a giudizio del dottor Roberto Rigoli, diventando celebre per le dirette in piena pandemia, al fianco del Governatore Luca Zaia, e di Patrizia Simionato (foto in alto), attuale dg dell’Ulss 5 Polesana, e all’epoca dei fatti ad Azienda Zero.

Andranno a processo per falsità ideologica in atti pubblici commessa da pubblico ufficiale e turbativa nel procedimento di scelta del contraente. Per il dottor Rigoli c’è anche l’accusa, tutta da dimostrare, di depistaggio.

Se ne parlerà il 22 febbraio 2024 in Tribunale, in quella sede potranno spiegare le loro ragioni, per la difesa il comportamento degli indagati è stata cristallina e sotto la luce del sole, l’accusa la pensa diversamente. Ci sarà il processo per chiarire.

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