ROVIGO – Dopo il grande successo di pubblico registrato nei primi due appuntamenti dedicati alla prosa, la XXVII edizione del Festival Teatro delle Regioni prosegue martedì 4 agosto, alle ore 21, nel Chiostro del Monastero degli Olivetani con una produzione capace di unire comicità, memoria ed emozione. Protagonista della terza serata sarà la compagnia romana La Bottega dei RebArdò APS, che porterà in scena “Il cappello di carta” di Gianni Clementi, con la regia di Enzo Ardone.
Lo spettacolo, prodotto dalla stessa compagnia e presentato per la prima volta nel maggio 2024 al Teatro Aniene di Roma, ha già collezionato 23 repliche, conquistando 13 premi nazionali e 16 ulteriori riconoscimenti. Un percorso che testimonia la qualità di un allestimento accolto con favore dal pubblico e dalle giurie delle numerose rassegne teatrali alle quali ha partecipato.
Considerato uno dei testi più significativi e rappresentati di Gianni Clementi, autore tra i più apprezzati della drammaturgia italiana contemporanea, “Il cappello di carta” racconta le vicende di una famiglia operaia romana tra il giugno e l’ottobre del 1943, nei mesi più drammatici della Seconda guerra mondiale per la capitale.
Il titolo richiama il semplice copricapo realizzato con fogli di giornale che i muratori utilizzavano per proteggersi dalla calce e dalla polvere. Un oggetto quotidiano che diventa il simbolo della dignità, della resistenza e della capacità di andare avanti anche quando la vita sembra essere travolta dagli eventi.
È un giorno qualunque del luglio 1943. Fuori imperversa la guerra; dentro casa, nonno Carlo, il figlio Leone, la moglie, i due figli e una cognata vedova affrontano la fatica della quotidianità. Le sirene scandiscono le giornate, mentre i bombardamenti, i rastrellamenti, la borsa nera, la fame, le privazioni e la paura entrano prepotentemente nelle vite delle persone.
Nel focolare domestico, tuttavia, continuano a trovare spazio amori, desideri, tensioni, gelosie, recriminazioni e speranze. La famiglia tenta di difendere la propria normalità affidandosi all’ironia e a quella capacità tutta romana di trasformare anche le difficoltà più grandi in occasioni per una battuta.
Il testo alterna così comicità travolgente e dramma profondo, accompagnando lo spettatore in un continuo passaggio tra il sorriso e la commozione. Nella prima parte prevalgono il disincanto e la fantasia popolare, mentre le piccole vicende domestiche si ingigantiscono fino a diventare irresistibilmente comiche. Con l’arrivo dei bombardamenti, la narrazione assume toni più intensi, senza tuttavia abbandonare quella leggerezza che diventa una vera forma di resistenza.
La forza di “Il cappello di carta” risiede proprio nella capacità di raccontare la tragedia senza rinunciare all’umanità. Anche sotto le bombe, i protagonisti continuano a ridere, amare, discutere e immaginare il futuro, mostrando come la voglia di vivere possa sopravvivere persino nei momenti più bui.
La lingua romanesca, diretta e disincantata, restituisce autenticità alla vicenda e conduce il pubblico nell’intimità di una famiglia umile, attraverso la quale affiorano il valore delle radici, la solidarietà e l’importanza degli affetti. Temi che, pur appartenendo a una precisa pagina della storia italiana, continuano a parlare con forza anche al presente, ancora segnato da guerre, violenze e popolazioni costrette a confrontarsi ogni giorno con la paura.
La regia di Enzo Ardone, anche protagonista dello spettacolo, valorizza l’equilibrio tra le diverse anime del testo, guidando una compagnia affiatata attraverso una narrazione nella quale il dramma e la comicità convivono senza mai annullarsi. Il risultato è uno spettacolo popolare nel senso più alto del termine, capace di coinvolgere, divertire e lasciare nello spettatore una riflessione profonda.
Anche “Il cappello di carta” parteciperà alla selezione per l’assegnazione del Premio “Xanto Avelli” 2026, attribuito dal pubblico alla compagnia più apprezzata tra quelle presenti nel cartellone della prosa. Al termine dello spettacolo, gli spettatori potranno esprimere il proprio voto da uno a cinque inviando un messaggio WhatsApp al numero 0425 200255 e indicando il titolo della commedia. Il riconoscimento sarà consegnato durante la serata conclusiva del Festival.
Come da tradizione, durante l’intervallo sarà proposta la degustazione di prodotti tipici del territorio, curata dalle Pro Loco del Medio-Alto Polesine. Un momento conviviale che rappresenta una delle caratteristiche più apprezzate della manifestazione, capace di coniugare teatro e valorizzazione delle eccellenze gastronomiche polesane.
Il Festival Teatro delle Regioni è organizzato dal Gruppo Teatrale Il Mosaico, con la direzione artistica di Emilio Zenato, e con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, della Fondazione Banca del Monte di Rovigo, della Fondazione Rovigo Cultura e di Bvr Banca Veneto Centrale. La manifestazione gode del patrocinio della Regione del Veneto, della Provincia di Rovigo e del Comune di Rovigo.
Biglietto d’ingresso 12 euro (compresa la degustazione di prodotti tipici). Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare i numeri 0425 200255 e 334 3286382. I biglietti potranno essere acquistati anche la sera dello spettacolo, salvo disponibilità.
















