Terra e Storia, la rivista continua a vivere nel ricordo di Francesco Selmin

Incontro venerdì 28 giugno alle ore 18.00 in Sala Celio presso la Provincia di Rovigo, in collaborazione con  il circolo Arci Il Tempo Ritrovato

ROVIGO – Venerdí 28 giugno alle ore 18.00 in Sala Celio presso la Provincia di Rovigo, in collaborazione con  il circolo Arci Il Tempo Ritrovato, verrà presentato il numero 19/20 di Terra e Storia (edizioni Cierre), rivista culturale fondata da Francesco Selmin e che continua ad uscire anche dopo la sua prematura scomparsa un anno fa, grazie all’impegno di un appassionato gruppo di redattori legati al fondatore da anni di intensa collaborazione. Il numero, molto corposo,  si apre con i ricordi di Francesco Selmin e di altri due redattori della rivista, mancati tra il 2022 e il 2023: Carlo Monaco e Giovanna Cappelletto.

Segue una stimolante serie di saggi eterogenei che trattano di storia contemporanea (di grande interesse tra gli altri il saggio di Tiziano Merlin, che apre nuovi fronti di ricerca sulla complessa realtà del movimento partigiano anche femminile nella Bassa Padovana), di arte, di società (eccezionale per la storia dell’emancipazione femminile il saggio sulle saldatrici di Fabio Targa e Giuliana Crocco). Di grande interesse nell’anno in cui ricorre il centenario dell’assassinio di Giacomo Matteotti il bel saggio di Valentino Zaghi, ben noto in Polesine –  e non solo – come uno dei maggiori storici del fascismo e dell’antifascismo polesano, sulle ripercussioni nella stampa e nelle sedi diplomatiche e di partito estere dell’uccisione del martire socialista. Di particolare interesse il saggio che apre la rivista a firma congiunta degli storici dell’arte Giandomenico Romanelli, già direttore dei Musei civici di Venezia, e Pascaline Vatin sugli affreschi di Villa Conti a Granze (PD), sinora quasi ignoti al grande pubblico e che si devono all’eclettico pennello di Giovanni Biasin, il grande vedutista veneziano che operó moltissimo a Rovigo e cui ha dedicato lavori importanti Roberta Reali. 

A Vittorio Tommasin si deve un inedito saggio su tre figure importanti dell’antifascismo polesano uccise barbaramente alle Ardeatine tra cui emerge per fama quell’Aldo Finzi, squadrista della prima ora e sodale di Mussolini che dopo l’assassinio di Matteotti e il ritiro dalla scena politica, in seguito all’emanazione delle  leggi razziali era divenuto partigiano in una formazione ebraica a Roma. A due giovani studiosi rodigini, Marianna e Riccardo Volpin, si deve la riscoperta di un pioniere del volo, Pasquale Cordenons, insegnante al Ginnasio Liceo Celio, grande matematico ed esperto di aerodinamica, quanto sfortunato sperimentatore delle prime aeronavi. A Luigi Contegiacomo si deve la riscoperta invece di un uomo giusto, Ivo Marattini, commissario prefettizio di Este negli ultimi mesi del regime e cui si riconosce oggi, grazie anche al giudizio unanime della Commissione d’inchiesta sui crimini fascisti istituita a Padova nel secondo dopoguerra, l’aver salvato tante vite di partigiani ed ebrei a rischio della propria vita.

Saranno presenti alla presentazione alcuni degli autori.

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