Tra i venti finalistI anche tre alunne del Primo Levi 

Emma Arcellaschi, Anna Carrirolo, Anna Pagliarulo dell’istituto di Badia Polesine (Rovigo) premiate al concorso “Sergio Garbato”

ROVIGO – Nel tardo pomeriggio di venerdì 26 maggio all’Accademia dei concordi a Rovigo hanno avuto luogo le premiazioni dell’8^ Edizione del Concorso Letterario “Sergio Garbato”, promosso dalla fondazione Banca del Monte di Rovigo per la scuola. Sul luogo, presenti alla cerimonia i venti finalisti selezionati dalla rispettiva giuria tra gli 86 elaborati totali, i loro racconti  verranno pubblicati in una raccolta che uscirà in autunno. Come negli anni passati gli alunni delle classi terze e quarte dell’istituto IIS Primo Levi di Badia Polesine hanno preso parte al concorso. In particolare tra i venti finalisti, invitati alla premiazione, si menzionano tre alunne Emma Arcellaschi della 4B Liceo Scientifico con il racconto: “Il ragazzo zombie”, Anna Carrirolo con: “Mi chiamo Aurora” e Anna Pagliarulo: “Storia di una gabbianella e del popolo che le insegnò a volare”, entrambe della classe 4A del Liceo Linguistico, premiate poiché i loro racconti sono meritevoli di pubblicazione. 

Al concorso hanno partecipato sei scuole della provincia di Rovigo e senza ombra di dubbio la creatività e il mettersi in gioco delle ragazze le ha più che premiate. Partecipare a questi concorsi è sempre una grande occasione per mettersi in gioco, specialmente per i giovani, a tale proposito Anna Pagliarulo afferma: “Fare parte dei venti finalisti sentendo chiamare il mio nome accompagnato da quello del racconto scritto è un’emozione grande e unica. Sono onorata e felicissima di avere avuto questa possibilità di donare parole e forma a riflessioni e spunti di creatività personali. Un grande grazie a chi si impegna a portare avanti queste iniziative così preziose e significative”.

Soddisfatto anche il Dirigente Scolastico Amos Golinelli “come consueto il nostro Istituto riporta grandi soddisfazioni a questo concorso, dedicato ad un intellettuale e narratore raffinato del nostro territorio e non solo. In tempi in cui i social condizionano non poco la comunicazione, poter coltivare il piacere della scrittura merita un plauso per queste studentesse e per le docenti che le incoraggiano e le sostengono”.

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