Trasporti, la crisi del noleggio di pullman legata al costo del carburante

Stefano Granata, titolare dell’omonima azienda e Presidente di categoria di Confartigianato Polesine, denuncia gli alti costi di gestione del settore. “Servono aiuti concreti

ROVIGO – E’ rimasto fermo oggi. Non ha programmato alcun viaggio e ha fatto coincidere la sua giornata di riposo con quella dello sciopero dei benzianai. Stefano Granata, titolare di “Viaggi Granata”, un’azienda di noleggio pullman di San Martino di Venezze e Presidente di categoria di Confartigianato Polesine, non ha nulla da ridire sulla protesta dei gestori dei distributori, “è un loro diritto”, ma anche se il Governo non ha tolto lo sconto delle accise, “il loro guadagno sul rifornimento è sempre di pochi centesimi al litro”. Sono le Compagnie che decidono i prezzi e “purtroppo non torneremo più all’1,35 di due anni fa – spiega Granata – e per noi l’aumento del carburante ha un’incidenza prevalente sui nostri costi”.

Il Presidente del settore Trasporti di Confartigianato Polesine fa notare come già nel periodo della pandemia le aziende di noleggio pullman avevano subìto un tracollo, “non abbiamo lavorato per nulla se non fosse per un accordo con Bus Italia che ci ha consentito di effettuare il trasporto pubblico locale per le scuole perché non bastavano i mezzi a causa del distanziamento. Si potevano riempire le corriere solo al 50%. Ora però il rimborso delle accise è destinato solo a chi fa servizio pubblico e per l’autotrasporto, per noi non è previsto”. Questo significa che chi lavora con corriere e pullman privati, che effettuano viaggi turistici o gite scolastiche, pagano il gasolio a prezzo pieno. I conti sono presto fatti: se due anni fa circa il gasolio costava 1,35 euro al litro e ora 1,90 minimo, la differenza di costo ogni 100 litri per un’azienda privata è di 60 euro

“Se faccio un viaggio di 1000 chilometri – fa notare Granata – e mi servono 300 litri, un pieno lo pago 556 euro, di cui 180 euro solo di aumento del carburante. A questo si aggiunga che il pedaggio autostradale è aumentato recentemente e che l’inflazione fa il resto diventa davvero difficile sopravvivere”.

Granata effettua anche viaggi all’estero, ma la situazione è la stessa. Il carburante è aumentato ovunque. “Spesso porto i clienti a Medjugorje in Bosnia, che non rientra nell’Unione Europea e lì il prezzo è tra l’1,60 e l’1,65 al litro, ma dalle altre parti è più o meno allineato”.

La crisi poi si fa sentire anche per altre cause. Chi noleggia le corriere per le gite solitamente sono gli anziani che, dovendo fare i conti con pensioni basse, caro vita e aumenti delle bollette, spesso rinunciano anche a trascorrere quella giornata di svago in compagnia perché non riescono a sostenerne la spesa.

“Purtroppo anche noi siamo costretti a aumentare i prezzi – ammette il Presidente – ma anche se chiediamo 50 euro in più a viaggio, ossia 1 euro in più a persona, i clienti si lamentano. Come categoria non abbiamo alcun aiuto o sostegno, servirebbe un’azione corale della categoria a livello nazionale, ma purtroppo restiamo inascoltati in quanto non siamo un trasporto primario o un servizio pubblico. Con la decisione del Governo di non confermare lo sconto sulle accise, abbiamo ricevuto l’ennesimo brutto colpo al settore”.

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