Tre vescovi, tre diocesi e tre territori si interrogano sulle trivellazioni in Adriatico 

La Chiesa a fianco delle popolazioni del Delta. Giovedì 13 aprile 2023, ore 18 a Porto Viro (Rovigo) si parlerà di trivellazioni

PORTO VIRO (Rovigo) – Appuntamento giovedì 13 aprile, alle ore 18, nella sala Eracle di Porto Viro (Ro) con l’incontro dal titolo “le trivellazioni in Adriatico: domande per il presente, responsabilità per il futuro”, promosso dai vescovi delle tre diocesi che affacciano sulla laguna del Delta: mons. Giampaolo Dianin, vescovo di Chioggia, mons. Pierantonio Pavanello, vescovo di Adria-Rovigo; mons. Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio. 

A tema un argomento di interesse e preoccupazione per le popolazioni che vivono i territori delle tre diocesi: la possibilità che vengano riprese le trivellazioni in Adriatico. 

Un incontro che sta riscuotendo interesse, come sottolinea il vescovo di Chioggia, mons. Giampaolo Dianin: “Sono colpito dall’interesse che sta suscitando il convegno che abbiamo organizzato con i Vescovi di Adria-Rovigo e di Ferrara-Comacchio, segno evidente che la questione è più viva che mai. Come abbiamo ripetuto più volte, ci sta a cuore questa terra e la gente che la vive, la ama ed è anche preoccupata per l’oggi e per il futuro. Come Chiese locali vogliamo dar voce a questa inquietudine senza pregiudizi, ma col desiderio di capire, di confrontarci con i dati che la scienza ci può fornire e poi dare il nostro contributo, perché ogni decisione sia frutto di un serio discernimento, della prudente ponderazione delle questioni ambientali e sociali di un territorio che da tanti anni è particolarmente fragile. La presenza di tanti sindaci delle nostre diocesi è un segno importante: di fonte a temi delicati che riguardano il presente e il futuro tutti possiamo convergere nella ricerca del bene comune”. 

Temi che stanno a cuore alla Chiesa come hanno spiegato i tre presuli nel lanciare la proposta e che ribadisce mons. Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara–Comacchio: “Perché la Chiesa e i cristiani s’interessano di trivellazioni nel Delta? Si domanderà qualcuno. La risposta la troviamo in un passaggio dell’enciclica Lumen fidei scritta a due mani, da papa Benedetto XVI e da papa Francesco: “La fede risveglia il senso critico, in quanto impedisce alla ricerca di essere soddisfatta nelle sue formule e la aiuta a capire che la natura è sempre più grande. Invitando alla meraviglia davanti al mistero del creato, la fede allarga gli orizzonti della ragione per illuminare meglio il mondo che si schiude agli studi della scienza” (L.F. 34). È questa coscienza critica, illuminata da un rapporto tra fede e scienza, che ci ha suggerito di approfondire sul piano scientifico, sociale e culturale questa scelta di “trivellare” il nostro Delta, unita alla prudenza che deve accompagnare ogni scelta che ha conseguenze non soltanto sul presente, ma anche sul futuro. Non possiamo permetterci, infatti, di lasciare alle future generazioni il peso di una scelta ambientale affrettata e poco approfondita che può presentare, anche alla luce delle esperienze passate, gravi conseguenze sul territorio”. 

E sono davvero tanti gli aspetti di questo incontro che vede sul tavolo esperti e studiosi, interpellati direttamente dai vescovi di territori che registrano le stesse preoccupazioni. Un incontro che segue un percorso già avviato di riflessione comune come spiega il vescovo di Adria Rovigo, mons. Pierantonio Pavanello: “Uno degli aspetti interessanti del Convegno di Porto Viro è il suo carattere interdiocesano: tre vescovi e tre Diocesi (tra l’altro di due Regioni Ecclesiastiche diverse) si mettono insieme per affrontare un tema di interesse comune. Questa iniziativa comune non è la prima, perché da alcuni anni, per impulso della Commissione di pastorale sociale della Diocesi di Adria-Rovigo, è stata avviata una proficua collaborazione tra le tre Diocesi del Delta del Po nell’ambito della tutela del creato. La prima esperienza risale al settembre del 2019, quando a Ca’ Emo, frazione di Adria appartenente alla Diocesi di Chioggia, si è tenuto in occasione della “Giornata del Creato” un evento per ricordare i cinque anni del disastro ambientale verificatosi in un’azienda della zona (la Coimpo) in cui perirono cinque operai. L’anno successivo l’appuntamento si è ripetuto ad Ariano nel Polesine e nel 2021 a Melara, dalla parte opposta della Provincia di Rovigo, con la partecipazione insieme con i tre vescovi di Adria-Rovigo, Chioggia e Ferrara anche del vescovo di Mantova. Il filo conduttore di questi eventi è l’acqua: la Bassa Padana, infatti, vive dell’acqua e la tutela dell’ambiente passa inevitabilmente per la custodia di questo bene prezioso. I fiumi nel loro scorrere sono elementi di unione tra territori diversi e il convergere insieme delle Chiese che stanno sulle loro rive indica una risorsa preziosa per il rispetto dell’ambiente e per lo sviluppo socio-economico. Il lavoro fatto assieme ha portato ora ad affrontare insieme anche il tema dell’estrazione di idrocarburi nel Delta del Po e nel Mare Adriatico. Si spera che ciò possa essere di stimolo agli enti locali, in particolare le Regioni, ad affrontare insieme i problemi di territori che hanno una loro unità al di là delle diverse appartenenze amministrative”. 

Sul tavolo dei relatori studiosi ed esperti che cercheranno di illustrare lo stato dell’arte e indagheranno le questioni che si aprono con le trivellazioni in particolare per quanto riguarda gli aspetti della subsidenza, del bradisismo, dell’incremento del cuneo salino con le dirette conseguenze sull’agricoltura. 

A far gli onori di casa e sottolineare le motivazioni dell’interesse della Chiesa per queste tematiche e per le popolazioni, sarà mons. Giampaolo Dianin, vescovo di Chioggia. Seguirà l’introduzione del sociologo Giorgio Osti, che illustrerà il contesto e gli interrogativi sul tavolo, quindi la serata, moderata dal giornalista di Avvenire Antonio Maria Mira, proseguirà con le voci di persone qualificate sul piano tecnico e scientifico che aiuteranno a indagare il tema. 

Interverranno: Giancarlo Mantovani, direttore del Consorzio di Bonifica Delta del Po; l’ingegnere idraulico Bernhard Schrefler, docente emerito di Scienze delle costruzioni dell’Università di Padova; il geologo Alberto Riva, assegnista dell’Università di Ferrara; il fisico e climatologo del Gruppo Energia per l’Italia Vittorio Marletto, e l’urbanista dello IUAV di Venezia Francesco Musco

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