Turismo fluviale, Laura Cestari deposita progetto di legge regionale 

Il progetto di legge destina 100mila euro per il 2023 e altrettanti per il 2024 per la promozione ma prevede anche la possibilità di realizzare interventi volti alla riqualificazione e ristrutturazione di fabbricati e strutture già esistenti e funzionali all’offerta di turismo fluviale

VENEZIA – Riconoscere e valorizzare il turismo fluviale. Questo il senso del progetto di legge depositato dalla consigliera regionale Laura Cestari (Lega-LV) che guarda alle acque interne e al territorio con l’intento di favorire lo sviluppo di un’offerta turistica sostenibile e integrata in cui l’attrattiva sia fondata sul grande patrimonio di risorse da valorizzare (paesaggistiche, naturali, storiche, culturali ma anche produttive, sportive ed enogastronomiche). 

“Si tratta di un modo originale e diverso di viaggiare – commenta la consigliera -, oggi sempre più persone optano per questa tipologia di visitazione che ha iniziato a svilupparsi nel nord Europa già dagli anni Settanta e che sta diventando anche qui un vero e proprio trend, non più solo una nicchia per pochi. Per questo motivo, fiumi e vie interne non vanno intesi soltanto come risorse e corridoi da sfruttare in chiave commerciale, ma ripensati in futuro anche come elementi da vivere per un’esperienza unica nel suo genere. Il turismo fluviale è scambio e interrelazione tra fiume e territori, un’integrazione tra acqua e terra che coinvolge anche patrimonio, paesaggio, tempo libero”.

Visitazione ma non solo perché intorno al turismo fluviale si può sviluppare un indotto importante che spazia dalle escursioni brevi al noleggio di house boat, dalla navigazione da diporto privata ad altre attività nautiche di prossimità quali canottaggio, canoa, kayak o pesca sportiva fino all’anno valorizzazione dell’entroterra (ad es. musei). “Si tratta dunque – prosegue la Cestari – di una filiera articolata, composta da numerose attività distinte che ne costituiscono gli elementi “core” attorno a cui si sviluppano a cascata altre componenti indispensabili per l’allestimento e la promozione del prodotto turistico fluviale”.

Insomma, un volàno per il rilancio e la ripresa del settore, gravemente colpito dagli ultimi due anni contraddistinti da pandemia e relative restrizioni, ma anche per i territori coinvolti, generalmente lontani dalle rotte turistiche di massa e pur sempre capaci di offrire una gamma di proposte variegate e diversificate. “È solo attraverso la via d’acqua – prosegue la consigliera – che si può scoprire e vivere fino in fondo un territorio, e poi questo progetto di legge intende ribadire anche e con forza il messaggio che l’ambiente fluviale è riserva di biodiversità a disposizione di tutti: chi opta per una scelta green, il mondo delle scuole, chi decide di trascorrere qualche ora puntando su una meta di prossimità o i tanti che amano semplicemente il turismo slow, penso ad esempio ciclisti, cicloturisti o camperisti”.

Il progetto di legge destina 100mila euro per il 2023 e altrettanti per il 2024 per la promozione ma prevede anche la possibilità di realizzare interventi volti alla riqualificazione e ristrutturazione di fabbricati e strutture già esistenti e funzionali all’offerta di turismo fluviale (es. attracchi, approdi e ormeggi), quantificati in 250mila euro per ciascuno dei due esercizi. Per la giornata regionale la data individuata è la terza domenica di aprile, scelta che coincide non a caso con l’avvio della stagione di navigazione: nel 2023 cadrà il giorno 16, nel 2024 il giorno 21. “Sono particolarmente orgogliosa – conclude la consigliera – che a istituire per primi una giornata regionale dedicata al turismo fluviale sia proprio il nostro Veneto, terra di lagune, laghi e alcuni tra i principali fiumi del Paese che proprio qui sfociano a mare ma, numeri alla mano, anche la prima destinazione turistica del Paese”.

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