Un contratto che migliora il tenore economico di mille addetti in provincia di Rovigo 

Martedì 5 marzo è stato firmato a Roma da Cgil, Cisl e Uil il rinnovo del contratto collettivo della cooperazione sociale, che impiega oltre 400.000 addetti in tutta Italia e alcune migliaia nella nostra regione

ROVIGO – Un contratto che migliora il tenore economico delle buste paga ma che soprattutto porta in primo piano un settore spesse volte emarginato dalle grandi discussioni: è il CCNL cooperative sociali che porta alla ribalta un vero e proprio comparto ramificato su più ambiti tutti legati ai servizi alla persona.

Solo a Rovigo, il comparto RSA – Case di Riposo vede la presenza di centinaia di addetti fra oss, infermieri e personale interno, a cui vanno aggiunti 480 lavoratrici dell’integrazione scolastica passando poi agli addetti nei CUP – Call center. Ma gli esempi sono molteplici, dalle pulizie in ospedale a chi garantisce la guida delle ambulanze in molti ospedali. 

Martedì 5 marzo è stato firmato a Roma da Cgil, Cisl e Uil il rinnovo del contratto collettivo della cooperazione sociale, che impiega oltre 400.000 addetti in tutta Italia e alcune migliaia nella nostra regione. Un lavoro durato un anno fra rappresentanze sindacali e associazioni che non ha avuto un percorso semplice, i risultati, oltre che economici,  anche miglioramenti normativi che hanno dato il giusto riconoscimento alle migliaia di lavoratrici e di lavoratori occupati. 

Oltre 12 mila addetti solo nella Regione del Veneto ed oltre 1000 su Rovigo, rappresentano un vero e proprio gruppo di lavoro molto delicato perchè spesso legati ad appalti pubblici, ed il loro servizio è un bene diretto all’assistenza di minori, anziani, disabili. 

“Il nuovo contratto, carico di aspettative, ha di fatto consentito di ottenere dei buoni ritorni su un tessuto giuridico arricchito e finalmente parificato per alcuni istituti: l’esempio cardine è quello della maternità, dove ore è possibile per le lavoratrici madri avere la copertura al 100% dello stipendio, garantendo quindi le donne e portando il livello economico delle mensilità in alto, in modo da rompere o quantomeno limitare il forte turnover di personale da una struttura all’altra”- afferma Franco Maisto (foto), dirigente sindacale della Cisl Fp di Padova Rovigo.                        .

Un contratto che si inserisce nel tessuto socio-economico della nostra provincia essendo trasversale un po in tutti i settori del socio-sanitario-assistenziale ed educativo: proprio su questa spinta si è tenuta la linea da parte del nostro sindacato nelle decine di assemblee votate a lavorare per divulgare gli aspetti salienti del nuovo testo e che ha ottenuto un risultato ampiamente favorerole in termini di adesioni e di approvazione dalla fase preliminare in preintesa per giungere a quella definitiva del 5 marzo”. 

Ad esempio pensiamo alle oltre 120 addette dei Centri diurni: dove ogni giorno con professionalità vengono accolti gli utenti nei centri dislocati da Taglio di Po a Canda. 

“Abbiamo potuto contare su di una piattaforma che ha notevolmente creato una base per un contratto solido, certamente meglio retribuito e soprattutto competitivo per il mercato del lavoro: crediamo che il giusto salario sia un elemento imprescindibile legato chiaramente ai diritti delle tantissime lavoratrici e dei lavoratori che ogni giorno garantiscono assistenza e doti umane non sempre valorizzate”- sottolinea Franco Maisto della Cisl Fp.

“Proprio su questo aspetto è doveroso citare alcuni casi che abbiamo rilevato nelle numerose assemblee, in un contesto lavorativo dove il processo di esternalizzazione è “esploso” portando molte delle case di riposo del territorio provinciale a gare pubbliche per l’affidamento del servizio di gestione di interi reparti. 

L’articolo sulla creazione dell’osservatorio regionale fra sindacati e centrali cooperative va proprio in questo senso: l’attenzione e il percorso che sta caratterizzando tutto il comparto non è più cosa da poco e non bene identificata. Anzi vi è una ristrutturazione del sistema pubblico che vede molti servizi prima gestiti direttamente dalle aziende sanitarie Ulss ad essere messe in appalto”. 

“Evidente ad esempio il caso dei CUP e call center, dove trovano posto anche chi fa le prenotazioni per visite mediche ed esami, centinaia di addetti  sempre in cooperativa sociale. Anche per loro nuovi tabellari con un aumento già da febbraio di 60 euro mese lordi riferiti al livello C1 per poi aumentare con ottobre 24 e ottobre 25. L’introduzione, a partire dal prossimo anno della 14° insieme con le garanzie rafforzate per la forza lavoro, rappresentano ulteriori gradini che stiamo percorrendo per portare nelle tasche dei lavoratori quanto hanno meritato”. 

Le prospettive di crescita del settore, e quindi la forza che questo esprime si tradurrà tra un paio di anni nei tasselli per il prossimo rinnovo 26-29. “Chiaro, ed è l’esempio del servizio 118 e ambulanze degli ospedali, dove gli autisti e personale di assistenza sono chiamati a veri e propri interventi di prima necessità se non di salvataggio di vite umane, che i servizi in appalto devono essere posti al pari dei servizi erogati dal pubblico in quanto parte assolutamente integrante del sistema”. 

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