BADIA POLESINE (Rovigo) – Il 10 febbraio 2026 le classi 4ASA, 4ASU, 4BSA, 4BSU, 4BTI, 4CTE, 5AL, 5ASA, 4ATCA e 4BTCS dell’Istituto Primo Levi hanno visitato la comunità di San Patrignano, accompagnate dai docenti Simone Berton, Grazia Doni, Riccardo Fenza, Concetta Fodaro, Lorenza Gramegna, Aldo Guarnieri, Chiara Nezzo e Laura Piola, insieme alla OSS Sabrina Novi.

Fondata nel 1978, la comunità è oggi considerata un vero punto di riferimento in Europa per il recupero dalle dipendenze. La visita non si è rivelata una semplice uscita scolastica, ma un’esperienza intensa e profondamente significativa, capace di coinvolgere gli studenti dal punto di vista umano e di stimolare importanti riflessioni su tematiche attuali e delicate.
Durante la giornata, i ragazzi hanno potuto osservare i diversi settori in cui gli ospiti trascorrono le loro giornate, organizzate secondo ritmi precisi e orientate al percorso di crescita personale: laboratori artigianali, allevamenti, cucine, vigneti e spazi dedicati alla formazione. È stato spiegato loro come il lavoro non rappresenti soltanto un’attività pratica, ma soprattutto uno strumento educativo fondamentale, in grado di insegnare responsabilità, impegno, costanza e collaborazione.

A San Patrignano, infatti, quasi tutte le attività vengono svolte in gruppo: il sostegno reciproco, la fiducia e la condivisione costituiscono elementi essenziali del percorso di recupero e aiutano ogni persona a non sentirsi sola nel proprio cammino.
Un momento particolarmente significativo è stato il pranzo nella mensa della comunità. Condividere un gesto quotidiano con chi vive lì ha permesso agli studenti di respirare un clima di accoglienza e rispetto e di sentirsi, anche solo per poche ore, parte di quella realtà.
Il momento più toccante è stato però l’ascolto diretto delle testimonianze. Alcuni giovani ospiti hanno raccontato il proprio passato, le difficoltà affrontate, gli errori commessi e la coraggiosa decisione di cambiare vita intraprendendo un percorso impegnativo ma necessario. Le loro parole, sincere e profonde, hanno fatto comprendere quanto sia facile cadere in certe situazioni, spesso senza rendersene conto, e quanto sia difficile, ma al tempo stesso possibile, trovare la forza di rialzarsi e ricominciare.
L’insegnamento più importante emerso dalla visita riguarda la prevenzione e la consapevolezza. Molti degli ospiti hanno sottolineato che, durante la loro adolescenza, non avevano ricevuto informazioni adeguate sui rischi legati alle dipendenze e alle scelte sbagliate. Oggi, invece, parlarne apertamente nelle scuole può fare la differenza e aiutare i giovani a compiere scelte più responsabili. È diventato chiaro agli studenti che ogni decisione comporta conseguenze, talvolta profonde, e che chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma un grande atto di coraggio e maturità.
La visita ha lasciato un messaggio forte e difficile da dimenticare: il cambiamento è possibile per chiunque, ma richiede impegno quotidiano, rispetto delle regole, determinazione e il sostegno costante di una comunità capace di accogliere e offrire nuove opportunità.
Si è trattato di un’esperienza formativa che resterà nel bagaglio personale degli studenti, perché ha insegnato il valore delle scelte consapevoli e l’importanza di non dare mai nulla per scontato.

















