Il capogruppo di Rovigo si ama critica la modifica al regolamento che sarà discussa in Consiglio comunale: «Prima servono più agenti nelle strade, nelle frazioni e davanti alle scuole»
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ROVIGO – L’introduzione di un’unità cinofila antidroga nella Polizia locale di Rovigo non sarebbe, secondo Federico Frigato, la risposta più urgente ai problemi di sicurezza della città. Il capogruppo della lista civica Rovigo si ama interviene alla vigilia del Consiglio comunale chiamato a discutere la modifica del regolamento della Polizia locale, che prevede anche l’istituzione del nuovo servizio.

Frigato contesta soprattutto la scelta di assegnare alla struttura comunale un’attività specialistica, mentre il Corpo sarebbe ancora alle prese con un organico insufficiente e con difficoltà nello svolgimento dei servizi ordinari. «La Polizia locale non riesce già oggi a garantire pienamente pattugliamenti, controlli amministrativi e verifiche sulle residenze irregolari», sostiene il consigliere. «Possiamo davvero permetterci di sottrarre personale a queste funzioni?».

Secondo Frigato, l’acquisto di un cane antidroga comporterebbe inoltre impegni organizzativi ed economici di lungo periodo. Sarebbe necessario formare uno o più agenti conduttori, affrontare mesi di addestramento, predisporre spazi e un mezzo dedicato, sostenere i costi di mantenimento e programmare continui aggiornamenti.

Il capogruppo stima per il servizio una spesa di almeno 50mila euro l’anno, cifra che però non risulta accompagnata, nella nota, da un dettaglio ufficiale dei costi previsti dalla delibera. Frigato ricorda inoltre che gli agenti dispongono già di pistole, taser e bodycam. A suo giudizio, il progressivo potenziamento delle dotazioni rischia di spostare la Polizia locale verso funzioni che spettano principalmente alle forze di polizia statali.

«Il contrasto allo spaccio è un ambito nel quale operano già reparti specializzati», afferma. «La Polizia locale può collaborare, ma senza perdere la propria missione di prossimità e presidio quotidiano del territorio». La critica si allarga alla strategia sulla sicurezza dell’Amministrazione comunale, accusata di privilegiare annunci e misure dal forte impatto comunicativo rispetto alla presenza concreta nei quartieri.

Per il consigliere, le priorità dovrebbero essere il controllo delle strade, la sicurezza davanti alle scuole, la presenza nelle frazioni e nei pressi delle attività commerciali, il contrasto al degrado urbano e il rispetto delle regole. «Dopo pistole, taser e bodycam arriva il cane antidroga, ma quale modello di Polizia locale vogliamo costruire?», chiede Frigato. «La sicurezza non si misura dal numero degli annunci», conclude il capogruppo di Rovigo si ama, «ma dalla capacità di rispondere ogni giorno ai problemi concreti della città».

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