Vecchie caldaie: a Rovigo sono 13mila

Luca Montagnin, Presidente Cna di Padova e Rovigo: “importante la manutenzione annuale, gli obiettivi sono di sostenibilità ambientale e risparmio energetico ma pure di sicurezza”

ROVIGO – Con l’arrivo della primavera e la chiusura della stagione termica è fondamentale prendersi cura del cuore dell’impianto di riscaldamento di casa: la caldaia. Nella sola provincia di Rovigo, secondo una stima di Cna Padova e Rovigo a partire dai dati del catasto regionale degli impianti termici (Circe) in questo 2024 sono presenti almeno 13mila caldaie “di vecchia generazione”, quelle per cui la manutenzione è particolarmente importante perché quello che il tecnico va a verificare è, di fatto, la sicurezza dell’impianto.

Si tratta di circa il 10% del totale degli impianti attualmente attivi negli edifici ad uso residenziale, negli uffici e negli stabilimenti produttivi della provincia.

“La manutenzione degli impianti di riscaldamento – spiega Luca Montagnin, presidente di Cna Padova e Rovigo – è molto importante, non solo perché prescritta dalla legge con scadenze periodiche a seconda dell’impianto, in linea di massima annuali. In generale, la verifica sugli impianti ha tre obiettivi: sicurezza, perché la corretta e regolare manutenzione della caldaia garantisce una maggiore – protezione contro i rischi di asfissia, esplosione, incendio; salvaguardia ambientale, perché una corretta combustione riduce l’emissione di sostanze inquinanti; risparmio energetico: migliorando l’efficienza degli impianti termici, ottenuta con la corretta manutenzione, si riduce la quantità di combustibile a parità di calore prodotto, ottenendo anche un risparmio economico sulle spese di riscaldamento”.

“Le vecchie caldaie – continua Montagnin – sono quelle che comportano più rischi per la sicurezza: ad esempio va ispezionata la canna fumaria per evitare rischi dovuti all’esalazione di monossido. Un altro problema che abbiamo riscontrato talvolta sono le perdite di gas, che possono dare problemi di salute e, nei casi più gravi, causare esplosioni o incendi. Si tratta fortunatamente di casi rari, ma quando succede i rischi sono gravissimi”.

“Gli impianti più moderni hanno comunque bisogno di manutenzione – spiega ancora Montagnin – ma per ragioni diverse. Negli impianti a pompa di calore e in quelli ibridi, ad esempio, va controllato il circuito frigorifero: l’eventuale perdita di gas refrigerante non desta particolare preoccupazione per la nostra salute, ma è inquinante. Allo stesso modo le moderne pompe di calore hanno bisogno di controlli sulle batterie, che se non correttamente funzionanti influiscono sulla resa dell’apparecchio. In altre parole se non sono pulite consumano di più”.

Tra i numerosi tipi di impianti, sono relativamente diffusi anche quelli a pellet o legna: “anche questi – chiude Montagnin – vanno controllati e mantenuti efficienti: anche in questo caso, se le canne fumarie non vengono mantenute pulite, il pericolo è evidente. Pensiamo solo a quanto sono numerosi, oggi, i tetti in legno: non è difficile immaginare i possibili danni”. 

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