I cittadini chiedono risposte da Ulss 5 Polesane e Regione Veneto, una questione ormai cronica, è rimasto un solo ambulatorio 

MELARA-BERGANTINO (Rovigo) – 850 firme raccolte per chiedere una risposta in merito al medico di medicina generale (MMG). Una questione ormai cronica, visto che da fine 2020, nei due Comuni, più di 4000 anime, è rimasto un solo ambulatorio in cui si sono succeduti 5 medici con contratti a termine. Una situazione sempre più pesante, che ha portato diverse centinaia di persone all’assegnazione di un medico anche a 20-30 km dalla residenza. Qualcuno ha saputo con ritardo di non avere più il medico.

Così si rafforza il fronte di quanti chiedono a gran voce un intervento rapido e definitivo da parte dell’azienda sanitaria. Da fine 2022, un gruppo di cittadini dei due paesi si sta incontrando per discutere e approfondire la situazione, informando i due sindaci, Anna Marchesini a Melara e Lara Chiccoli a Bergantino, che a loro volta hanno promosso incontri pubblici con l’Ulss 5 per evidenziare la situazione alle autorità competenti. Il gruppo ha ora inviato una lettera a Regione Veneto ed Ulss 5 con precise richieste, tanto condivise da far raccogliere  850 firme di sottoscrizione

“Si tratta di una situazione critica – commenta Lodovico Gavioli, “portavoce” del gruppo – che si ripercuote soprattutto sugli anziani che hanno difficoltà di spostamento e sulle loro famiglie, ma che tutti vivono per la difficoltà ad ottenere appuntamenti, visite a domicilio o certificati. I dati dicono che il servizio è ben sotto la media provinciale e regionale. Così chiediamo di definire il livello minimo garantito a tutti. Siamo consapevoli delle difficoltà del settore, ma del famoso mezzo pollo di media, a noi non tocca nulla. E pesano i vincoli amministrativi che impediscono di guardare alle aree limitrofe. Su tre lati, confiniamo con altre Ulss , venete e non. Servirebbero accordi  per i medici, le prestazioni specialistiche o diagnostiche, e soprattutto per le emergenze, che mitighino gli effetti di questi vincoli. Oggi dobbiamo  pagare in termini di tempo, distanze,  ritardi e costi, servizi per i quali non siamo liberi di scegliere alternative. E questo scoraggia anche ogni investimento residenziale o produttivo in un territorio già in difficoltà. Chiediamo, vengano date risposte attraverso i nostri Sindaci che sosteniamo come rappresentanti delle comunità in questa battaglia di equità.”

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