In Seminario a Rovigo il richiamo gli amministratori all’ascolto delle fragilità del territorio e alla responsabilità condivisa verso chi è in difficoltà

ROVIGO – C’è bisogno di lavorare insieme per il territorio con una scelta di condivisione amministrativa.

Si è svolto il 25 novembre nel Seminario Vescovile l’incontro annuale tra il Vescovo di Rovigo, Pierantonio Pavanello, e i sindaci e gli amministratori del Polesine, promosso dalla Commissione di Pastorale Sociale. Un appuntamento divenuto ormai un punto di riferimento per un dialogo diretto tra Chiesa e istituzioni civili sullo stato sociale del territorio.

Ad aprire l’incontro, il Vescovo ha espresso gratitudine per la presenza e la disponibilità dei rappresentanti locali:
“Ringrazio i presenti per avere accettato il mio invito per questo momento di dialogo e di approfondimento – ha esordito – che desidera essere un contributo del Vescovo e della Chiesa diocesana a voi che avete il compito prezioso e impegnativo di amministrare le diverse comunità”.

Ha rivolto inoltre un pensiero ai nuovi eletti del Consiglio regionale, ricordando il recente intervento dei Vescovi del Veneto a favore della partecipazione democratica. “Non era nostra intenzione stilare un’agenda per chi avrebbe governato la Regione – ha spiegato – ma sottolineare come l’attività politica e amministrativa non è semplicemente esercizio di un potere, ma deve affrontare i problemi concreti e promuovere il bene comune”.


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Focus sulla povertà: “Superare l’idea che sia una colpa”

Nel cuore del suo intervento, Pavanello ha insistito sul tema del disagio sociale, in vista anche della Festa di San Bellino, che quest’anno desidera dedicare proprio alle povertà emergenti.

Rifacendosi all’Esortazione Apostolica Dilexi Te di Papa Francesco, il Vescovo ha richiamato un cambio di mentalità:
“Come ci insegna il Papa, i poveri non sono solo un problema: dobbiamo superare la mentalità, molto diffusa oggi, per cui la povertà è una colpa”.

Ha citato poi un passaggio del documento pontificio:
“Il cristiano non può considerare i poveri solo come un problema sociale: essi sono una “questione familiare”. Sono “dei nostri”. (…) Ci viene chiesto di dedicare tempo ai poveri, di dare loro un’attenzione amorevole, di ascoltarli e accompagnarli nei momenti difficili” (Dilexi Te 104).

Un messaggio che, ha aggiunto, riguarda non solo la comunità ecclesiale, ma l’intera società civile. In questo senso ha richiamato anche San Giovanni Paolo II:
“È alienata la società che… rende più difficile il costituirsi di questa solidarietà interumana” (Centesimus Annus, 41).

Carcerati e migranti: “Hanno pari dignità e diritto alla cura pubblica”

Tra le varie forme di fragilità presenti nel territorio polesano, il Vescovo ha evidenziato due categorie particolarmente bisognose di attenzione: carcerati e migranti.

“Sono due categorie che non godono del favore dell’opinione pubblica – ha affermato – ma che ugualmente hanno diritto all’attenzione e alla cura di chi governa la cosa pubblica, perché esseri umani, con una loro dignità”.

Un invito, quello di Pavanello, a guardare oltre pregiudizi e semplificazioni, recuperando la centralità della persona e della responsabilità comunitaria.

“Condivisione amministrativa”: la proposta ai sindaci

In chiusura, il Vescovo ha ripreso il percorso avviato nel precedente incontro con gli amministratori:
“Vengo alla questione che ho pensato opportuno proporre alla vostra attenzione, riprendendo quanto emerso dal dialogo dello scorso anno: l’abbiamo definita condivisione amministrativa”.

Un concetto che richiama la necessità di collaborazione tra istituzioni e realtà sociali, per affrontare in modo più efficace le sfide del territorio.

Un dialogo che continua

L’incontro si è concluso con un momento di confronto aperto, nel quale gli amministratori hanno condiviso esperienze, criticità e prospettive comuni. Il Vescovo ha ribadito la disponibilità della Chiesa diocesana a essere presenza attiva e collaborativa, soprattutto nei luoghi dove emergono fragilità e bisogni sociali.

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