FRATTA POLESINE (Rovigo) – Torna l’appuntamento con “Un Tè al Museo”, il ciclo di incontri che unisce la piacevolezza di un momento conviviale all’approfondimento di temi legati al patrimonio archeologico e alla storia antica. Per questo nuovo incontro, il 14 dicembre alle 15:30, il Museo archeologico nazionale di Fratta Polesine invita il pubblico a un viaggio sensoriale nel tempo, alla scoperta di come suonavano il mondo e la vita quotidiana nell’antichità.
Per millenni, la musica e i suoni hanno scandito ogni aspetto dell’esistenza umana: dal sacro al profano, dal lavoro alla festa, dalla guerra ai riti funebri. Ma quali melodie risuonavano davvero nell’antica Grecia, a Roma o nei villaggi dell’Età del Bronzo? E quali strumenti venivano utilizzati?
A guidare i visitatori e le visitatrici in questo affascinante percorso di riscoperta sarà il Dott. Mario La Rosa, archeologo e dottorando presso il Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università di Padova. Attraverso l’analisi delle fonti letterarie, iconografiche e, soprattutto, dei rari reperti archeologici, il Dott. La Rosa svelerà i segreti degli antichi strumenti musicali, come il flauto di Pan e la cetra ad esempio, e ne ricostruirà il ruolo sociale, religioso e culturale.
L’iniziativa ricade nell’ambito del progetto MUSE — MUSical Ecosystems of Ancient Northern Italy
(XIII B.C. – VII C.E.) PRIN 2022 DD 104 — Codice Progetto: 2022W2CBXS.
Come di consueto, “Un Tè al Museo” propone una formula di dialogo informale e rilassato, offrendo ai partecipanti una tazza di tè caldo per favorire la condivisione e il confronto attorno a temi che uniscono passato e presente. Sarà un’occasione unica per riflettere non solo sulla musica in sé, ma anche sulla capacità dei suoni di evocare e ricostruire contesti storici lontani.
La partecipazione è gratuita con prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti.
Domenica 14 dicembre – ore 15:30
Tel. 0425 668523
E-mail: drm-ven.museofratta@cultura.gov.it
Per evitare sprechi ai/alle partecipanti è consigliato di portare con sé la propria tazza.


















