A Casa Corrado il progetto Mosaico Friends dimostra come collaborazione tra sanità, istituzioni e volontariato possa diventare una risposta concreta a un’emergenza crescente.

ADRIA (Rovigo) – I disturbi dello spettro autistico rappresentano oggi una vera e propria emergenza sanitaria e sociale, in costante aumento per frequenza e complessità. Un tema delicato e urgente, al centro dell’incontro promosso dal Lions Club “Contarina-Delta Po”, che si è svolto venerdì 16 febbraio all’hotel-ristorante “Stella d’Italia” di Adria, alla presenza di soci e ospiti.

Accolti dal presidente Orazio Bertaglia, i partecipanti hanno seguito tre relazioni, sollecitate e moderate dalla “Donna Lions” Paola Bogoni, che hanno messo in luce la necessità di un approccio condiviso per affrontare le difficoltà quotidiane delle famiglie coinvolte.

Il messaggio di fondo è chiaro e netto: solo un impegno corale, un vero “gioco di squadra”, può creare le condizioni per interventi efficaci e un adeguato sostegno. In campo, insieme, sanità, istituzioni, volontariato e famiglie.

A rappresentare l’Ulss 5 Polesana è stato il dottor Giorgio Bettarello, primario e direttore del servizio Disabilità adulta, che ha illustrato il lavoro svolto negli ultimi anni per rafforzare gli organici, ampliare i servizi e raggiungere anche le aree più periferiche della provincia.

Coinvolgente e appassionata la relazione del dottor Francesco Merlo, psicologo della stessa Asl, figura chiave nel rapporto diretto con famiglie, volontari e pazienti. “È lui che mette a terra i progetti di inclusione per i nostri ragazzi – ha sottolineato Paola Bogoni – gestendo anche i contributi economici della Regione Veneto, da sempre attenta e sensibile a questa problematica”.

Ma la vera protagonista della serata è stata Adelia Ceciliato, genitore e presidente dell’associazione Mosaico Friends, realtà interamente dedicata ai disturbi dello spettro autistico. Grazie alla donazione e alla ristrutturazione di “Casa Corrado”, nel cuore di Adria, l’associazione è riuscita a costruire una rete virtuosa di tecnici specializzati (psicologi, Oss) e volontari di tutte le età, coordinata dal supporto medico e organizzativo dell’Asl.

Un lavoro reso possibile anche attraverso la partecipazione ai bandi regionali, che consente di organizzare numerose attività educative e inclusive. Un servizio prezioso per il territorio, capace di offrire agli assistiti maggiore autonomia e sicurezza, obiettivi fondamentali ma sempre fragili per chi convive con una sindrome tanto complessa quanto invalidante.

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