ROVIGO – Il caso autovelox si trasforma da questione amministrativa a tema politico nazionale. Dopo il provvedimento adottato dalla Prefettura di Napoli lo scorso 3 marzo, resta infatti senza risposta il fronte aperto nel Veneto, dove le Prefetture coinvolte non hanno ancora fornito chiarimenti alle istanze presentate da Altvelox.
L’associazione, impegnata nella tutela degli utenti della strada, aveva depositato il 9 marzo una serie di richieste formali chiedendo la sospensione immediata e il riesame dei decreti autorizzativi degli impianti di rilevamento della velocità. Al centro della contestazione, la necessità di verifiche puntuali sulla legittimità delle postazioni, in linea con quanto previsto dal decreto interministeriale dell’11 aprile 2024.
Ad oggi, però, il silenzio delle istituzioni locali resta totale.
Il caso diventa politico
La vicenda ha ora assunto una dimensione nazionale grazie a un’interrogazione parlamentare presentata il 21 marzo. Il documento sollecita il Ministero dell’Interno a chiarire se sia a conoscenza della situazione e, soprattutto, perché non siano state adottate misure analoghe a quelle di Napoli nelle province venete.
Tra i punti sollevati, emerge la richiesta di garantire uniformità nell’applicazione delle norme su tutto il territorio nazionale, evitando disparità tra cittadini di diverse aree del Paese. Si chiede inoltre trasparenza sulle verifiche effettuate: dati di incidentalità, relazioni tecniche e conformità degli impianti dovrebbero essere accessibili e documentati.
Trasparenza e legalità al centro del dibattito
Il nodo principale non riguarda l’utilità degli autovelox, ma la loro legittimità operativa. Secondo Altvelox, non è più sufficiente una dichiarazione generica di conformità: servono istruttorie dettagliate, verificabili e specifiche per ogni singola postazione.
Il rischio, evidenziato anche a livello parlamentare, è quello di creare una situazione in cui le sanzioni continuano a essere applicate senza adeguate garanzie di legittimità, con possibili ripercussioni sulla fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
Possibili sviluppi legali
L’associazione non esclude ulteriori iniziative. In assenza di riscontri concreti, Altvelox annuncia il ricorso alle sedi competenti, anche in ambito penale, qualora emergano omissioni o irregolarità nelle procedure.
“Il silenzio è grave”, sottolinea il presidente Gianantonio Sottile Cervini, evidenziando come la richiesta sia chiara: controlli sì, ma solo se regolari, trasparenti e basati su atti verificabili.
Una questione aperta
Il caso resta dunque aperto e in evoluzione. Con l’ingresso nel dibattito parlamentare, la questione autovelox si conferma non più locale ma nazionale, destinata a incidere sul rapporto tra cittadini, amministrazione e sistema sanzionatorio.

















